mercoledì 19 marzo 2025

La raccolta differenziata dei rifiuti tessili è obbligatoria in tutta Europa dal 1° Gennaio 2025

Il 1° gennaio 2025 è la data in cui è diventata obbligatoria la raccolta differenziata per i rifiuti tessili che dovrebbero essere conferiti con la raccolta differenziata  presso le mini isole ecologiche , presso l’isola ecologica comunale o con il porta a porta. La norma imposta dall'Unione Euopea disciplina una grande azione di tutela ambientale volta a ridurre l’impatto ambientale del settore tessile, responsabile di gran parte delle emissioni di CO2, promuovendo il riciclo e l’economia circolare. 

 “I 27 paesi dell’Unione producono circa 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all’anno) contribuendo a percentuali comprese tra il 2% e il 10% delle emissioni globali di anidride carbonica, al 20% dell’inquinamento delle acque dolci e dal 16% al 35% dell’inquinamento degli oceani causato dalle microplastiche”.

Chi continuerà a gettare i propri abiti nell’indifferenziata rischia multe salate, che possono arrivare fino a 2.500 euro. Un deterrente che mira a responsabilizzare i cittadini e a promuovere un comportamento virtuoso.Tra le novità del regolamento europeo anche il passaporto digitale di cui, entro il 2030, dovrà essere dotato ogni prodotto tessile venduto all’interno dell’Ue e la responsabilità del produttore tessile.

L’Italia ha introdotto la raccolta dei rifiuti tessili già dal 2022 grazie al Decreto Legislativo n. 116/2020. Un’iniziativa inefficace che avrebbe dovuto permettere di sperimentare le nuove modalità di raccolta, attraverso la sensibilizzazione dei cittadini . Non è stata promossa alcuna campagna informativa per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata dei tessili e sulle modalità di conferimento. Anzi in molti comuni della provincia di Frosinone mancano anche i cassonetti dedicati alla raccolta dei rifiuti tessili con il rischio concreto che tali rifiuti finiscano nell’indifferenziato, aggravando l’impatto ambientale. Da non sottovalutare il fatto che la normativa europea richiede un quadro chiaro per il riciclo e il recupero dei materiali tessili e la mancanza del decreto End of waste, che dovrebbe definire i criteri per cessare la qualifica di rifiuto sicuramente incide in modo negativo sull’azione di riciclo e riuso previsto dall’Unione Europea.









lunedì 24 febbraio 2025

MSGC - Il titanico "Progetto Salviamo il bosco Morroni" è in corso...

 E' già un successo  il progetto titanico "Salviamo il bosco Morroni" di Fare Verde Monte San Giovanni Campano. Si stanno naturalizzando in sussidiarietà con la Natura tanti ettari di bosco incendiati la scorsa estate da mani criminali.


Il progetto ideato da Fare Verde Monte San Giovanni Campano su esperienze del 1700 , durerà fino al 2026, è stato autorizzato dall'Ufficio Tecnico del Comune di Monte San Giovanni Campano , non gode di finanziamenti pubblici ed è il frutto di quell'ambientalismo onesto che preferisce sporcarsi le mani per aiutare la Natura ignorando i leoni e le leonesse da tastiera.

L'appello del simposio ambientalista Monticiano è stato raccolto da numerose associazioni simpaticamente racchiuse nella sigla COMPAGNIA DELLE FORESTE. Un nome importante che aspetta i risultati ottenuti dal progetto "Salviamo i bosco Morroni" per poter presentare l'eventuale scalabilità dell'iniziativa in altri territori percorsi dal fuoco.


Il progetto Salviamo il bosco Morroni è iniziato il 27 Gennaio 2025 ed in due giornate i volontari per l'Ambiente hanno messo a dimora più di 1500 ghiande provenienti dai Lecci (Quercus Ilex) presenti nel viale di ingresso al Convento dei Cappuccini. Oltre a ciò sono state messe a dimora anche 180 piccole piantine di Leccio. Piccole piantine della "speranza" che servono per aumentare le aspettative di successo. Metodo che continuerà all'inizio della primavera quando si terranno altre giornate per la piantumazione di tante altre piccole piantine di Leccio.

Durante la prossima estate sarà l'Associazione di Protezione Civile CIVILMONTE a dare l'acqua alle piantine .



Un dato di speranza comunque c'è ed è innegabile: Tante piccole piantine messe a dimora negli ultimi due anni hanno ripreso a vegetare con nuove foglioline dopo che erano state bruciate dall'incendio disastroso di questa estate.

Nella prima ricognizione del 22 Febbraio 2025 è stato verificato che circa il 70% delle ghiande messe a dimora sta germogliando.

Se il clima continuerà ad assisterci benevolmente più di 60.000 metri quadrati di bosco bruciato saranno la nuova casa del Leccio ( Quercus Ilex) .

Il Presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS , il Dott. Marco Belli : Ringrazio i volontari delle associazioni che partecipano al progetto e tutti i cittadini che simpaticamente chiedono dell'iniziativa. Bisogna fare molto di più per far diventare il nuovo bosco Morroni più bello e imponente di quello bruciato in più occasioni da mani e menti criminali.

Partecipano al Progetto Salviamo il bosco Morroni : Fare Verde Monte San Giovanni Campano, Fare Verde Castelliri , Fare Verde Villa Latina , Fare Verde Paliano e Fare Verde Patrica gruppi organizzati di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, l'Associazione di Protezione Civile Civilmonte, il Comitato L'Avamposto della Valle del Sacco, il Comitato Civico Free Monte , l'associazione Terra Nostra APS e l'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente.






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Una cosa è già stata ottenuta! L'area verde Colle Cipullo all'interno del bosco Morroni non è più deserta perchè ora è frequentata dai volontari, dai curiosi e purtroppo anche da strani soggetti profondamente ignoranti e incivili che bruciano la recinzione per fare il barbecue inalando e mangiando le sostanze chimiche contenute nel legno impregnato.
 


domenica 23 febbraio 2025

Frosinone - Un nuovo sito di abbandono rifiuti in via Mola D'Atri.


I cittadini di Frosinone non si meritano tanta inciviltà e sporcizia. Il degrado in via Mola D'Atri continua con cumuli di rifiuti abbandonati che nessuno rimuove.


Rifiuti , come direbbe qualcuno "collocati in una posizione assolutamente irrazionale" alle coordinate 41.635286N - 13.298106 E.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS è nello stato di tolleranza zero e ritiene inaccettabile la presenza di rifiuti abbandonati in aree pubbliche o aperte al pubblico.

Fare Verde Città di Frosinone - Il decoro urbano è letteralmente aggredito dall'inciviltà di pochi. Con l'installazione delle foto trappole si possono trovare i colpevoli di tali scempi e punirli come prevede la normativa vigente visto che l'abbandono dei rifiuti è diventato un reato penale.

In tutto questo marasma si chiede la bonifica del sito di abbandono dei rifiuti nel più breve tempo possibile. Del resto se c'è chi sporca ci deve pur essere chi pulisce.

Per queli che diranno che si tratta di un'area privata arriva la risposta anticipata: L'art. 255 Codice Ambiente  non prevede distinzioni tra suolo privato e pubblico. Art. 255 Codice dell'ambiente" 1. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 256, comma 2, chiunque, in violazione delle disposizioni degli articoli 192, commi 1 e 2, 226, comma 2, e 231, commi 1 e 2, abbandona o deposita rifiuti ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee è punito con l'ammenda da mille euro a diecimila euro. Se l'abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la pena è aumentata fino al doppio".









giovedì 3 ottobre 2024

La povertà alimentare ricordata in occasione della memoria liturgica di San Francesco D'Assisi.

 

Molti Italiani non sanno cos’è l’obiettivo ONU per lo sviluppo sostenibile che impone di dimezzare lo spreco di cibo entro il 2023. Un obiettivo impossibile per l’Italia che registra  circa 6 milioni di persone in povertà alimentare  ossia più del 10% della popolazione ( secondo i dati  Caritas e Istat).

 Si spreca così tanto cibo nei rifiuti  che si potrebbero  nutrire quasi 4 milioni di persone  ovvero circa i due terzi  di coloro che vivono in povertà alimentare.

Il  Cross Country Report dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, dedicato allo spreco alimentare nei Paesi del G7, ha fornito dati preoccupanti  sugli sprechi alimentari: ” In Italia, lo spreco alimentare domestico ha superato la cifra di  2 milioni di tonnellate, con un incremento del 32,6% negli ultimi due anni.”.

Nel giorno di San Francesco d'Assisi ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come    "sposo  della povertà" almeno per i credenti è necessaria una presa di coscienza che porti ad  aiutare i "fratelli in povertà alimentare " con piccole ma costanti  donazioni .  Sono tante le organizzazioni Cattoliche e laiche , le associazioni, i parroci, gli Istituti religiosi  che si occupano di raccogliere cibo e fondi destinati alle famiglie in temporanea difficoltà economica. Questo è il momento per iniziare a   donare almeno  quello che andrebbe sprecato. 

 


 

 

 E’ a dir poco  scandaloso che di fronte alla povertà alimentare (che è in aumento)  in Italia si sprechino tanti pasti. Una situazione che dovrebbe toccare  anche le coscienze laiche  dei cittadini e   dei venali  governanti Italiani alla luce del fatto che gran parte del cibo buttato nei rifiuti è stato importato dall’estero con imponente emorragia di denaro in senso centrifugo.

E’ chiaro anche a chi non vede che oltre ad aiutare i fratelli in difficoltà è necessaria  l’introduzione dell’educazione alimentare e ambientale  nelle scuole facendole diventare  parte essenziale della formazione dei futuri cittadini .

Cme siamo messi con  sovranità alimentare Italiana?

In  Cosa SIAMO QUASI  AUTOSUFFICIENTI – I dati statistici evidenziano  l’Italia riesce ad assolvere ai propri bisogni per quanto riguarda carni avicole e uova (ma non i mangimi); vino e acque minerali; riso (importa solo il 5%); latte e formaggi (importa il 6%) e ortofrutta trasformata (per la quale compra sui mercati internazionali il 16% dei prodotti per la trasformazione.

IN COSA NON SIAMO AUTOSUFFICIENTI – Discorso diverso per altri prodotti, alcuni veri e propri simboli del Made in Italy. Uno di questi è la pasta (importiamo il 40% dei grani) e l’altro è l'olio d'oliva (il 60% del fabbisogno è coperto con prodotto estero). Ci sono poi le farine (ne importiamo il 45%), i prodotti da forno (28%), le conserve ittiche (95%), le carni preparate e i salumi (40%) e anche l'alimentazione animale (proviene da oltre confine il 65% dei mangimi). Infine, l'Italia è totalmente dipendente dall'estero per il caffè e il cioccolato.

 L’Italia non ha l’autosufficienza nelle produzioni alimentari e nonostante ciò gli Italiani   sono   capaci di buttare nei rifiuti  tanto    cibo già trasformato. Una tendenza che va invertita con l'intervento fermo dell'Autorità Morale , con  una imponente  rivoluzione culturale e sociale  che porti ad una più concreta fraternità,  alla razionalizzazione dei  consumi e delle produzioni  alimentari  per raggiungere una sempre maggiore riduzione dello spreco di cibo.

Di fronte a questo quadretto poco edificante  per le produzioni alimentari    emerge che quando si  butta il   cibo “oltre a fare peccato”   si butta nei rifiuti il denaro che  in buona parte è stato pagato per importare il cibo dall’estero . 



domenica 28 luglio 2024

MSGC - Campo Estivo - 1.08.2024 Laboratorio dedicato all'energia pulita .

 Fare Verde Monte San Giovanni Campano gruppo locale di Fare Verde Provincia di Frosinone APS il  1° Agosto 2024 incontrerà i bambini del campo estivo, organizzato dall'Associazione "Una finestra sui sogni",  presso il Convento dei Cappuccini. 

Sarà  realizzato    un laboratorio di buone patriche  dedicato all'energia pulita .

Insieme ai piccooli Monticiani   verrà costruita una  pila di Volta  e una pila alla "frutta" grazie alla collaborazione del Mollificio Centro Italia  Srl.  

Verrà mostrato  il funzionamento di un vero impianto fotovoltaico con tanto di inverter grazie all'intervento di Elettrolux Srl .

 Infine Fare Verde Monte San Giovanni Campano regalerà gadget ai bambini   per rendere l'incontro indimenticabile.

 

 


 

 


 


 

 



 

 

domenica 7 luglio 2024

MSGC - FIAT LUX

 

Unmilioneottocentocinquantamila  euro 1.850.000,oo (hanno la coda)  è la cifra che il Comune di  Monte San Giovanni Campano ha speso  dal 2019 al 2023 per la fornitura di energia elettrica .

A questo punto il buonsenso suggerisce di far redigere  il  PEC (Piano Energetico Comunale) e il  PRIC (Piano Regolatore Illuminazione Comunale) . Strumenti che pur non essendo obbligatori per Monte San Giovanni Campano (attualmente ha meno di 12.000 abitanti)  dovrebbero essere  adottati  vista  la  spesa considerevole  che  l’Ente Comune sostiene  per l’energia elettrica.

Fare Verde Monte San Giovanni Campano suggerisce di adottare il PEC e il PRIC al più presto per   identificare quali interventi è possibile praticare per il risparmio di energia elettrica ,  per i  minori consumi  di combustibili fossili. 

Un PEC  (Piano Energetico Comunale) per   incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili, con la riduzione dei consumi di energia,  per  il miglioramento della qualità della  vita con  un ambiente più pulito ,   attraverso  la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di altri  gas climalteranti come il metano, l’azoto e i fluorati . La nostra associazione  va oltre  il  Piano Energetico Comunale e asserisce che si  dovrebbero normare  gli impianti di illuminazione e a tal proposto andrebbe redatto il PRIC (Piano Regolatore Illuminotecnico Comunale) con la finalità di:  incrementare l’efficienza energetica degli impianti; minimizzare i consumi energetici dell’impianto illuminazione pubblica; ottimizzare i costi di installazione, esercizio e manutenzione degli impianti di illuminazione; ridurre l’inquinamento luminoso in senso puntuale; migliorare la vivibilità e la fruibilità della città durante le ore notturne, ma anche la sicurezza dei cittadini e la sostenibilità ambientale; migliorare l’immagine esterna della città; valorizzare l’ambiente urbano, i centri storici, i monumenti e le aree verdi; migliorare la viabilità nei centri abitati; illuminare in modo corretto e funzionale ogni area del territorio comunale per una migliore e più sicura fruizione dell’ambiente cittadino; programmare gli orari per la riduzione della luminosità  dei lampioni e  programmare gli interventi di manutenzione dell’illuminazione pubblica”. Si possono    studiare interventi per la smart city trasformando gli attuali impianti “obsoleti in stile dopoguerra in efficienti impianti  intelligenti capaci di fornire servizi ai cittadini come ad esempio la ricarica per le e bike, per le auto elettriche, come punti di informazione barometrici (facendo cambiare il colore di un lampione per strada ) o come punti di diffusione per il WiFi civico.

Tutto questo per dire che con vari accorgimenti tecnici  i lampioni possono diventare    intelligenti e connessi: possono dialogare tra loro e con altri smart objects, scambiandosi informazioni e dati oltre che emettere luce in modo controllato e regolato (quando non serve  abbassano da soli l’intensità luminosa) . Possono ad esempio inviare informazioni direttamente agli smartphone dei cittadini o ai veicoli in transito. Diventando quindi dei veri e propri piccoli hub.

Oltre a ciò una rete di pubblica illuminazione intelligente riuscirà  a dare quell’identità notturna ai centri abitati di Monte San Giovanni Campano con percorsi esperienziali che potranno mettere in evidenza i beni architettonici e i percorsi enogastronomici ( ci sono arrivate da sole le associazioni  che  negli eventi installano le luminarie a filo per indirizzare i visitatori ) .

La visione adottata fin ora è quella quantistica del palo per la pubblica illuminazione = consenso elettorale. Questo modo di fare ,di tipo retrivo,  ha condotto al disastro la  pubblica illuminazione ed infatti  è accaduto   che le nuove  luci (non a norma)  di via Valle e Pozzo San Paolo hanno dato fastidio all’osservatorio astronomico e sono state sostituite per forza , che le luci led installate in piazza Marconi sono state sostituite con luci ad incandescenza in una sorta di “ insostenibile   spreco energetico”, che i led  guasti installati nei pregressi  efficientamenti energetici sono stati sostituiti con lampade ad incandescenza (incompetenza) , che ogni tanto   il Capoluogo resta  al buio oppure è  illuminato di giorno (carenza di manutenzione). Oltre a ciò il Capoluogo da qualsiasi parte venga osservato ha luci bianche miste a quelle gialle … senza nessuna identità notturna.

Insomma negli ultimi anni  (sicuramwnte più di  10)  c’è stata  tanta approssimazione nella spesa per i “pali della luce”  portandoci al triste primato di un palo della pubblica illuminazione per ogni tre abitanti .  Numero dei pali della pubblica illuminazione che ha superato il numero dei punti di illuminazione pubblica di  Las Vegas senza avere il denaro di quella città . Questo  è l’esempio negativo in assoluto su cui si dovrebbe scrivere un libro  sull’uso insostenibile della risorsa energetica.

La speranza che è ultima a morire suggerisce di aspettare per capire cosa accadrà nell’immediato futuro ...