martedì 21 luglio 2026

MSGC - La centralina per la qualità dell'aria è attiva da due anni nel Capoluogo di Monte San Giovanni Campano



Sono due anni che Fare Verde Monte San Giovanni Campano gestisce , senza nessun contributo pubblico, la centralina che valuta in tempo reale tutte le tipologie di polveri sottili PM1 - Pm 2.5 e Pm 10 , la temperatura istantanea, il grado di umidità nell'aria, la quantità di polline.

Centralina gentilmente acquistata da Terra Nostra APS.


Facciamo parte del progetto internazionale IQ Air che monitora la qualità dell'aria in oltre 80.000 stazioni in tutto il mondo, fornendo dati in tempo reale sulla qualità dell'aria.


Il progetto World Air Quality Index (WAQI) di cui facciamo parte è iniziato nel 2007.


La missione principale del progetto World Air Quality è sempre stata quella di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'inquinamento atmosferico, fornendo una fonte di informazioni sulla qualità dell'aria gratuita, in tempo reale e unificata a livello mondiale, che copre centinaia di paesi. I dati provenienti da oltre mezzo milione di stazioni di monitoraggio della qualità dell'aria sono disponibili gratuitamente sui siti aqicn.org e waqi.info .


A Monte San Giovanni Campano oltre alla Pm10 misuriamo anche le temibili


PM1 e Pm 2.5


Il particolato di dimensioni inferiori a 1 micron è chiamato PM1 (talvolta PM1.0). Il PM1 è considerato particolarmente pericoloso a causa delle sue dimensioni estremamente ridotte. Più piccolo è il diametro di una particella, più danni può causare. Le minuscole particelle trasportate dall'aria come il PM1 sono abbastanza piccole da penetrare nel tessuto polmonare e penetrare nel flusso sanguigno. Il PM1 può quindi circolare nell'organismo e causare effetti sistemici sulla salute.


Per farvi capire 1 µm= 0,001mm per rendere meglio l'idea un capello misura almeno 65µm.


Le particelle PM2.5 , invece, misurano 2,5 micron o meno di diametro. Le particelle PM2.5 sono così piccole da poter essere viste solo con un microscopio elettronico. Tra tutte le misure di inquinamento atmosferico, l'inquinamento da PM2,5 rappresenta la maggiore minaccia per la salute . A causa delle sue piccole dimensioni, il PM2,5 può rimanere sospeso nell'aria per lunghi periodi di tempo e può essere assorbito in profondità nel flusso sanguigno dopo l'inalazione.


Per vedere la nostra centralina e capire lo stato della qualità dsell'aria: Indice di qualità dell'aria (AQI) di Capoluogo e inquinamento atmosferico di Monte San Giovanni Campano | IQAir Italia





Esposizione alle ore 13.59 del 21.07.2026



Chi vuole può contribuire alla manutenzione e all'abbonamento INTERNET con una piccola donazione a Terra Nostra APS - Banca Popolare di Cassino - IBAN - IT45D0537274600000011025037 deducibile o detraibile dalle tasse.



MSGC - Richiesti i documenti del progetto di un grande impianto fotovoltaico in località Malanome.

MSGC – Fare Verde Monte San Giovanni Campano ha presentato formale richiesta di accesso agli atti al fine di ottenere copia del progetto relativo a un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni, proposto da un allevamento apistico e destinato all’area di località Malanome, nel territorio comunale di Monte San Giovanni Campano.

La nostra Associazione intende valutare con la massima precisione la congruità dell’impianto rispetto alla normativa vigente che disciplina l’agrivoltaico, verificando in particolare alcuni parametri essenziali quali:riduzione della PLV agricola; – assenza di continuità colturale; – superamento dei limiti di copertura; – assenza o incompletezza dell’asseverazione preventiva.



Oltre agli aspetti agronomici e normativi, sarà nostra premura esaminare anche l’impatto urbanistico del progetto e verificare l’eventuale presenza di usi civici insistenti sull’area interessata, elementi che potrebbero incidere in modo rilevante sulla legittimità e sulla compatibilità dell’intervento.

Fare Verde Monte San Giovanni Campano conferma il proprio impegno nel garantire la tutela del territorio, la salvaguardia del paesaggio rurale e il rispetto della normativa in materia di agrivoltaico, affinché ogni intervento energetico risulti realmente compatibile con l’agricoltura e con la vocazione dei suoli.
Si ribadisce la nostra non contrarietà agli impianti agrivoltaici, purché siano realmente concepiti e gestiti a servizio degli agricoltori e degli allevatori, garantendo continuità colturale, produttività agricola e tutela del paesaggio.
Non possiamo invece accettare progetti che utilizzano l’agrivoltaico come mero escamotage per la produzione e vendita di energia, con conseguente compromissione del territorio, perdita di suolo agricolo e deturpazione del paesaggio rurale

















venerdì 5 giugno 2026

Overgeneration: transizione energetica a due velocità

 

Il sole lavora  sui pannelli fotovoltaici, il vento fa girare le pale eoliche, gli impianti fanno esattamente ciò per cui sono stati costruiti: produrre energia pulita. Ma è proprio qui che la transizione energetica mostra il suo lato meno fotogenico: reti elettriche ferme al passato, accumuli insufficienti, consumi poco flessibili

Il risultato ha un nome tecnico — overgeneration — e un effetto molto concreto: troppa energia prodotta nello stesso momento rispetto alla capacità della rete di utilizzarla o trasportarla.

L’overgeneration si manifesta soprattutto nelle ore centrali della giornata, quando il fotovoltaico spinge al massimo mentre i consumi restano ancorati alle abitudini di sempre. 

Quando:

  • manca domanda
  • la rete è congestionata
  • gli accumuli sono pieni o insufficienti

una parte dell’energia rinnovabile viene tagliata.

Quel taglio ha un nome elegante: curtailment. Significa chiedere a un impianto rinnovabile di produrre meno di quanto potrebbe, per evitare squilibri. È una misura necessaria per la stabilità della rete, ma quando diventa frequente racconta un’altra storia che è a due veòlocità: la produzione corre, il sistema che dovrebbe assorbirla no.

Prezzi negativi: il paradosso della festa che non è una festa

Da questo squilibrio nasce un fenomeno che fa notizia: i prezzi dell’elettricità sotto zero. In alcune ore i produttori arrivano a pagare pur di immettere energia sul mercato. Da fuori sembra un trionfo: energia quasi regalata. Dentro il sistema è un segnale di stress

Dal 2020 la produzione fotovoltaica europea è aumentata di oltre 115%, e l’ondata di energia nelle ore più soleggiate sta già cambiando il funzionamento dei mercati.

Nel 2025 eolico e solare hanno generato il 30% dell’elettricità dell’Unione europea, superando per la prima volta le fonti fossili (29%). Le rinnovabili nel complesso hanno coperto quasi metà della produzione elettrica europea.

Un traguardo storico, che però mette in luce un limite: la rete europea non è stata progettata per questo ritmo di crescita.

Nel 2025 il fotovoltaico italiano ha raggiunto 44,3 TWh, in crescita costante. Le rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda elettrica nazionale, mentre i consumi sono rimasti praticamente fermi a 311,3 TWh. La capacità di accumulo è salita a quasi 18 GW, ma non basta.

L’Italia produce sempre più chilowattora puliti, ma:

  • gli allacci sono lenti
  • le dorsali elettriche non sono state adeguate
  • la domanda è poco flessibile
  • la pianificazione territoriale è insufficiente

L’overgeneration non riguarda solo i grandi impianti ma anche:

  • balconi fotovoltaici
  • tetti domestici
  • condomini e comunità energetiche
  • batterie domestiche
  • pompe di calore
  • auto elettriche parcheggiate per ore, potenziali accumulatori mobili

La transizione energetica, ormai, non è più solo “produrre energia pulita”, ma gestirla, spostarla, accumularla, consumarla nei momenti giusti.

Non abbiamo installato troppi impianti di produzione per l'energia pulita 

Abbiamo investito troppo poco in tutto il resto.

  • Troppi pochi accumuli
  • Troppe poche linee adeguate
  • Troppa poca flessibilità nella domanda
  • Troppa poca pianificazione

I pannelli producono quando c’è il sole, non quando il mercato lo desidera. L’energia pulita c’è — sempre di più. Il lavoro da fare adesso è smettere di trattarla come una sorpresa e costruire un sistema capace di valorizzarla.






sabato 9 maggio 2026

Rifiuti tessili: dall’obbligo italiano del 2022 alla raccolta differenziata obbligatoria in tutta Europa dal 1° gennaio 2025. “Servono dati, controlli e tracciabilità reale".

 

La gestione dei rifiuti tessili è entrata in una fase cruciale. L’Italia, con il D.Lgs. 116/2020, ha anticipato l’Unione Europea introducendo l’obbligo di raccolta differenziata dei tessili dal 1° gennaio 2022, diventando il primo Paese europeo ad attivare questo flusso.

Dal 1° gennaio 2025,  la raccolta differenziata per i rifiuti tessili è  diventata obbligatoria in tutti gli Stati membri dell’UE.

L'Unione Europea, giustamente, è andata oltre con la nuova Direttiva UE 2025/1892 che  è entrata ufficialmente in vigore il 16 ottobre 2025.  Da quel momento è scattato  il conto alla rovescia:

  • Gli Stati membri hanno tempo per recepirla nei rispettivi ordinamenti, entro il 17 giugno 2027.
  • L’istituzione dei sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile dovrà avvenire entro 30 mesi dall’entrata in vigore, cioè indicativamente entro aprile 2028.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS ha presentato un’istanza di accesso agli atti alla Provincia di Frosinone e alla Regione Lazio per ottenere i dati ufficiali relativi alle quantità di rifiuti tessili raccolti e smaltiti nel 2025 da tutti i Comuni del territorio. Una richiesta necessaria: nonostante l’obbligo di conferimento nei contenitori dedicati, i rifiuti tessili compaiono sempre più spesso tra i rifiuti abbandonati, segno evidente che la raccolta differenziata per i rifiuti tessili non è attiva in tutti i comuni.  Un servizio pubblico  che necessita di maggiore controllo e trasparenza.

  • L’obbligo italiano del 2022 ha avviato la raccolta, ma senza un sistema EPR pienamente operativo.
  • Dal 2025 l’Europa introduce:
    • contributi ambientali pagati dai produttori;
    • standard minimi di qualità per la raccolta;
    • tracciabilità digitale obbligatoria dei flussi;
    • obiettivi vincolanti di riutilizzo e riciclo;
    • limiti stringenti all’export di rifiuti verso i Paesi terzi.

Per territori come la provincia di Frosinone, già segnati da criticità ambientali e da troppi  rifiuti abbandonati, la direttiva europea rappresenta un’occasione per superare parte delle attuali opacità per  costruire un sistema realmente circolare.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS chiede a istituzioni e gestori:

  • trasparenza totale sui dati della raccolta dei rifiuti  tessili;
  • controlli più efficaci contro l’abbandono e il conferimento improprio;
  • tracciabilità reale dei flussi, dal cassonetto alla destinazione finale;
  • campagne informative rivolte ai cittadini e alle scuole;
  • piena attuazione della raccolta differenziata per i rifiuti tessili  senza ritardi o deroghe.

“L’Italia ha anticipato l’Europa, ma senza un sistema completo di responsabilità del produttore e senza controlli adeguati il risultato è sotto gli occhi di tutti: troppi riscontri sui  rifiuti tessili abbandonati . Con l’obbligo europeo del 2025 non ci sono più alibi: ora servono dati, trasparenza e responsabilità”, dichiara Fare Verde Provincia di Frosinone APS.

Il post è del gruppo Fare Verde Monte San Giovanni Campano, gruppo d'azione di Fare Verde Provincia di Frosinone APS.




CHI ABBANDONA  I RIFIUTI TESSILI COMMETTE UN REATO PENALE








venerdì 3 aprile 2026

🌿 Pasquetta 2026 a Monte San Giovanni Campano (FR)

 

Un luogo meraviglioso dove trascorrere la Pasquetta esiste, ed è più vicino di quanto si pensi.

Monte San Giovanni Campano, autentica Perla della Ciociaria, affonda le sue origini nel IV secolo a.C., dopo la distruzione dell’antica Cereate.

Situato a sud-ovest di Frosinone, il borgo domina il territorio da una posizione strategica che nei secoli ne ha segnato la storia. Il suo simbolo più celebre è il Castello Baronale dei Duchi d’Aquino, un luogo che da solo vale la visita e che permette di vivere una Pasquetta alternativa, immersi nella memoria e nelle tradizioni del territorio.

🏰 Un borgo che racconta

Passeggiando tra le case in pietra del centro storico, ci si ritrova avvolti dall’atmosfera intima e affascinante del borgo medievale. Ogni vicolo regala scorci inattesi e una vista mozzafiato sulle campagne ciociare, un invito naturale a rallentare e ritrovare il contatto con la natura.

🌳 Aree verdi per una Pasquetta all’aria aperta

Per chi desidera vivere una giornata all’insegna della semplicità e del relax, il Comune mette a disposizione due aree verdi attrezzate e completamente gratuite:

  • Località Porrino – Il magnifico Parco Barbaroscia in via Pantano - spazio ideale per famiglie, con giochi per bambini.

  • Località Bagnara – in via Bagnara - area verde con giochi e postazioni per barbecue, perfetta per un pranzo all’aperto in compagnia.

♻️ Le raccomandazioni di Fare Verde Monte San Giovanni Campano -  Un impegno di civiltà per la Pasquetta.

Chi sceglierà di trascorrere la Pasquetta a Monte San Giovanni Campano sarà accolto da un territorio ricco di storia, natura e bellezza. Ma questa bellezza merita rispetto. Per questo motivo, tutti i partecipanti sono tenuti a rispettare rigorosamente le norme sulla raccolta differenziata dei rifiuti.

Non si tratta di un semplice invito, ma di un gesto di responsabilità verso il borgo, le sue aree verdi e l’intero paesaggio ciociaro che ci ospita.

🌱 Perché è così importante

  • Proteggere le aree verdi: Porrino e Bagnara sono spazi gratuiti e aperti a tutti; mantenerli puliti significa garantirne la fruibilità anche per chi verrà dopo di noi.

  • Ridurre l’impatto ambientale: una corretta separazione dei rifiuti permette al Comune di avviare al riciclo materiali preziosi, evitando sprechi e accumuli inutili.

  • Rispetto per la comunità: Monte San Giovanni Campano è un luogo abitato, vissuto e curato . Lasciarlo pulito è un atto di educazione e gratitudine.

🗑️ Come comportarsi durante la giornata

  • Portare con sé sacchetti separati per plastica, carta, vetro e indifferenziato.

  • Utilizzare solo le aree barbecue autorizzate e lasciare le postazioni in perfetto ordine.

  • Non abbandonare rifiuti nei prati, nei boschetti o lungo i sentieri.

  • Se un cestino è pieno, non lasciare nulla a terra: meglio riportare i rifiuti a casa che danneggiare l’ambiente.

🌿 Un gesto semplice che fa la differenza

Rispettare la raccolta differenziata non è un obbligo burocratico, ma un modo concreto per dimostrare amore verso il territorio. Una Pasquetta sostenibile è una Pasquetta più bella, più autentica, più nostra.

Un’occasione low cost – anzi, gratuita – per trascorrere una Pasquetta diversa, autentica e rigenerante.

BUONA PASQUETTA A TUTTI!








Parco Barbaroscia località Porrino via Pantano

Area Verde in via Bagnara 




lunedì 13 ottobre 2025

MSGC - Giornata ecologica a Chiaiamari il 19 Ottobre 2025

 MSGC - Fare Verde Monte San Giovanni Campano gruppo di azione di Fare Verde Provincia di Frosinone APS organizza la giornata ecologica per il giorno 19 Ottobre 2025 in località Chiaiamari di Monte San Giovanni Campano.

Le associazioni e le persone di buona volontà sono invitate a partecipare alla pulizia degli argini della strada provinciale che va dal confine con Castelliri fino a Chiaiamari. In corso le richieste al Comune di Monte San Giovanni Campano.



Un trionfo per l’ambiente: il Bosco Morroni rinasce grazie a Fare Verde Monte San Giovanni Campano e agli alunni dell’Istituto Comprensivo MSGC

Un trionfo per l’ambiente: il Bosco Morroni rinasce grazie a Fare Verde Monte San Giovanni Campano e agli alunni dell’Istituto Comprensivo MSGC - Progetto pluriennale patrocinato dal Comune di Monte San Giovanni Campano

L’iniziativa “Salviamo il Bosco Morroni”, promossa da Fare Verde Monte San Giovanni Campano in collaborazione con gli alunni dell’Istituto Comprensivo MSGC, continua a dare frutti concreti e promettenti. È appena stato completato il censimento delle piantine di Leccio nel Secondo Quadrante del Bosco Morroni percorso dalle fiamme, con un risultato sorprendente: oltre 130 nuove piantine sono vive e in piena salute, segno tangibile dell’efficacia dell’intervento.

Il conteggio totale parziale delle nuove piante messe a dimora ha così superato quota 230 esemplari di Quercus Ilex, che andranno a costituire il tessuto vitale del bosco rinaturalizzato.

Questo dato rappresenta un successo ambientale straordinario, frutto di impegno, educazione ecologica e amore per il territorio dopo che mani e menti criminali hanno semi distrutto il bosco Morroni con gli incendi.

Un esempio virtuoso di cittadinanza attiva e sensibilità ecologica, che dimostra come la collaborazione tra associazione e scuola possa generare benefici duraturi per l’ambiente e per le future generazioni.

Il censimento continua al terzo e quarto quadrante del bosco interessati dalla semina e dalla piantumazione di semi e piantine di Leccio.