I cittadini di Frosinone non si meritano tanta inciviltà e sporcizia. Il degrado in via Mola D'Atri continua con cumuli di rifiuti abbandonati che nessuno rimuove.
domenica 23 febbraio 2025
Frosinone - Un nuovo sito di abbandono rifiuti in via Mola D'Atri.
giovedì 3 ottobre 2024
La povertà alimentare ricordata in occasione della memoria liturgica di San Francesco D'Assisi.
Molti Italiani non sanno cos’è l’obiettivo ONU per lo sviluppo sostenibile che impone di dimezzare lo spreco di cibo entro il 2023. Un obiettivo impossibile per l’Italia che registra circa 6 milioni di persone in povertà alimentare ossia più del 10% della popolazione ( secondo i dati Caritas e Istat).
Si spreca così
tanto cibo nei rifiuti che si potrebbero nutrire
quasi 4 milioni di persone ovvero circa
i due terzi di coloro che vivono in
povertà alimentare.
Il Cross Country Report dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher, dedicato allo spreco alimentare nei Paesi del G7, ha fornito dati preoccupanti sugli sprechi alimentari: ” In Italia, lo spreco alimentare domestico ha superato la cifra di 2 milioni di tonnellate, con un incremento del 32,6% negli ultimi due anni.”.
Nel giorno di San Francesco d'Assisi ricordato da Dante Alighieri nella Divina Commedia come "sposo della povertà" almeno per i credenti è necessaria una presa di coscienza che porti ad aiutare i "fratelli in povertà alimentare " con piccole ma costanti donazioni . Sono tante le organizzazioni Cattoliche e laiche , le associazioni, i parroci, gli Istituti religiosi che si occupano di raccogliere cibo e fondi destinati alle famiglie in temporanea difficoltà economica. Questo è il momento per iniziare a donare almeno quello che andrebbe sprecato.
E’ a dir poco scandaloso che di fronte alla povertà alimentare (che è in aumento) in Italia si sprechino tanti pasti. Una situazione che dovrebbe toccare anche le coscienze laiche dei cittadini e dei venali governanti Italiani alla luce del fatto che gran parte del cibo buttato nei rifiuti è stato importato dall’estero con imponente emorragia di denaro in senso centrifugo.
E’ chiaro anche a chi non vede che oltre ad aiutare i fratelli in difficoltà è necessaria l’introduzione dell’educazione alimentare e ambientale nelle scuole facendole diventare parte essenziale della formazione dei futuri cittadini .
Cme siamo messi con sovranità alimentare Italiana?
In Cosa SIAMO QUASI AUTOSUFFICIENTI – I dati statistici evidenziano l’Italia riesce ad assolvere ai propri bisogni per quanto riguarda carni avicole e uova (ma non i mangimi); vino e acque minerali; riso (importa solo il 5%); latte e formaggi (importa il 6%) e ortofrutta trasformata (per la quale compra sui mercati internazionali il 16% dei prodotti per la trasformazione.
IN COSA NON SIAMO AUTOSUFFICIENTI – Discorso diverso per altri prodotti, alcuni veri e propri simboli del Made in Italy. Uno di questi è la pasta (importiamo il 40% dei grani) e l’altro è l'olio d'oliva (il 60% del fabbisogno è coperto con prodotto estero). Ci sono poi le farine (ne importiamo il 45%), i prodotti da forno (28%), le conserve ittiche (95%), le carni preparate e i salumi (40%) e anche l'alimentazione animale (proviene da oltre confine il 65% dei mangimi). Infine, l'Italia è totalmente dipendente dall'estero per il caffè e il cioccolato.
L’Italia non ha l’autosufficienza
nelle produzioni alimentari e nonostante ciò gli Italiani sono capaci
di buttare nei rifiuti tanto cibo già trasformato. Una tendenza che va
invertita con l'intervento fermo dell'Autorità Morale , con una imponente rivoluzione culturale e sociale che porti ad una più concreta fraternità, alla razionalizzazione dei consumi e delle produzioni alimentari per raggiungere una sempre maggiore riduzione
dello spreco di cibo.
Di fronte a questo quadretto poco edificante per le produzioni alimentari emerge che quando si butta il cibo “oltre a fare peccato” si butta nei rifiuti il denaro che in buona parte è stato pagato per importare il cibo dall’estero .
domenica 28 luglio 2024
MSGC - Campo Estivo - 1.08.2024 Laboratorio dedicato all'energia pulita .
Fare Verde Monte San Giovanni Campano gruppo locale di Fare Verde Provincia di Frosinone APS il 1° Agosto 2024 incontrerà i bambini del campo estivo, organizzato dall'Associazione "Una finestra sui sogni", presso il Convento dei Cappuccini.
Sarà realizzato un
laboratorio di buone patriche dedicato all'energia pulita .
Insieme ai piccooli Monticiani verrà costruita una pila di Volta e una pila alla "frutta" grazie alla collaborazione del Mollificio Centro Italia Srl.
Verrà mostrato il funzionamento di un vero impianto fotovoltaico con tanto di inverter grazie all'intervento di Elettrolux Srl .
Infine Fare Verde Monte San Giovanni Campano regalerà gadget ai bambini per rendere l'incontro indimenticabile.
domenica 7 luglio 2024
MSGC - FIAT LUX
Unmilioneottocentocinquantamila euro 1.850.000,oo (hanno la coda) è la cifra che il Comune di Monte San Giovanni Campano ha speso dal 2019 al 2023 per la fornitura di energia elettrica .
A questo punto il buonsenso suggerisce di far redigere il PEC (Piano Energetico Comunale) e il PRIC (Piano Regolatore Illuminazione Comunale) . Strumenti che pur non essendo obbligatori per Monte San Giovanni Campano (attualmente ha meno di 12.000 abitanti) dovrebbero essere adottati vista la spesa considerevole che l’Ente Comune sostiene per l’energia elettrica.
Fare Verde Monte San Giovanni Campano suggerisce di adottare il PEC e il PRIC al più presto per identificare quali interventi è possibile praticare per il risparmio di energia elettrica , per i minori consumi di combustibili fossili.
Un PEC (Piano Energetico Comunale) per incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili, con la riduzione dei consumi di energia, per il miglioramento della qualità della vita con un ambiente più pulito , attraverso la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di altri gas climalteranti come il metano, l’azoto e i fluorati . La nostra associazione va oltre il Piano Energetico Comunale e asserisce che si dovrebbero normare gli impianti di illuminazione e a tal proposto andrebbe redatto il PRIC (Piano Regolatore Illuminotecnico Comunale) con la finalità di: incrementare l’efficienza energetica degli impianti; minimizzare i consumi energetici dell’impianto illuminazione pubblica; ottimizzare i costi di installazione, esercizio e manutenzione degli impianti di illuminazione; ridurre l’inquinamento luminoso in senso puntuale; migliorare la vivibilità e la fruibilità della città durante le ore notturne, ma anche la sicurezza dei cittadini e la sostenibilità ambientale; migliorare l’immagine esterna della città; valorizzare l’ambiente urbano, i centri storici, i monumenti e le aree verdi; migliorare la viabilità nei centri abitati; illuminare in modo corretto e funzionale ogni area del territorio comunale per una migliore e più sicura fruizione dell’ambiente cittadino; programmare gli orari per la riduzione della luminosità dei lampioni e programmare gli interventi di manutenzione dell’illuminazione pubblica”. Si possono studiare interventi per la smart city trasformando gli attuali impianti “obsoleti in stile dopoguerra in efficienti impianti intelligenti capaci di fornire servizi ai cittadini come ad esempio la ricarica per le e bike, per le auto elettriche, come punti di informazione barometrici (facendo cambiare il colore di un lampione per strada ) o come punti di diffusione per il WiFi civico.
Tutto questo per dire che con vari accorgimenti tecnici i lampioni possono diventare intelligenti e connessi: possono dialogare tra loro e con altri smart objects, scambiandosi informazioni e dati oltre che emettere luce in modo controllato e regolato (quando non serve abbassano da soli l’intensità luminosa) . Possono ad esempio inviare informazioni direttamente agli smartphone dei cittadini o ai veicoli in transito. Diventando quindi dei veri e propri piccoli hub.
Oltre a ciò una rete di pubblica illuminazione intelligente riuscirà a dare quell’identità notturna ai centri abitati di Monte San Giovanni Campano con percorsi esperienziali che potranno mettere in evidenza i beni architettonici e i percorsi enogastronomici ( ci sono arrivate da sole le associazioni che negli eventi installano le luminarie a filo per indirizzare i visitatori ) .
La visione adottata fin ora è quella quantistica del palo per la pubblica illuminazione = consenso elettorale. Questo modo di fare ,di tipo retrivo, ha condotto al disastro la pubblica illuminazione ed infatti è accaduto che le nuove luci (non a norma) di via Valle e Pozzo San Paolo hanno dato fastidio all’osservatorio astronomico e sono state sostituite per forza , che le luci led installate in piazza Marconi sono state sostituite con luci ad incandescenza in una sorta di “ insostenibile spreco energetico”, che i led guasti installati nei pregressi efficientamenti energetici sono stati sostituiti con lampade ad incandescenza (incompetenza) , che ogni tanto il Capoluogo resta al buio oppure è illuminato di giorno (carenza di manutenzione). Oltre a ciò il Capoluogo da qualsiasi parte venga osservato ha luci bianche miste a quelle gialle … senza nessuna identità notturna.
Insomma negli ultimi anni (sicuramwnte più di 10) c’è stata tanta approssimazione nella spesa per i “pali
della luce” portandoci al triste primato
di un palo della pubblica illuminazione per ogni tre abitanti . Numero dei pali della pubblica illuminazione
che ha superato il numero dei punti di illuminazione pubblica di Las Vegas senza avere il denaro di quella città . Questo è l’esempio negativo in assoluto su cui si
dovrebbe scrivere un libro sull’uso
insostenibile della risorsa energetica.
La speranza che è ultima a morire suggerisce di aspettare per capire cosa accadrà nell’immediato futuro ...
martedì 19 marzo 2024
Fiume Liri - Una barriera "acchiappa plastica" nel fiume per raccogliere i rifiuti.
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| Foto realizzate dal ponte in località Anitrella di Monte San Giovanni Campano da G. Gasparri. |
venerdì 16 febbraio 2024
MSGC - FARE VERDE PROVINCIA DI FROSINONE
Si è costituita Fare Verde Provincia di Frosinone APS con atto depositato presso l'Agenzia delle Entrate di Sora (FR).
Difendiamo l'Ambiente, la Natura e la Biodiversità nel rispetto della Legalità.
lunedì 5 febbraio 2024
MSGC - I Monticiani più spreconi all'improvviso?
Nonostante le rate dei mutui che sono aumentate , gli aumenti dei prezzi dei beni di consumo, malgrado il caro bollette con salari e stipendi che non hanno subito aumenti significativi è aumentata la quantità di rifiuti della frazione umida , ossia la parte di rifiuti che proviene prevalentemente dai generi alimentari . Sembra un controsenso, ma è esattamente accaduto questo secondo i dati ISPRA del Catasto rifiuti urbani. Quindi sono tanti i Monticiani che per risparmiare acquistano il cibo nei discount oppure cercano le offerte nei supermercati perché i prodotti alimentari costano meno.
Risulta chiaro il paradosso alimentare dell’aumento dellle quantità di cibo ,nel sacchetto della spesa , rappresentato da una stretta connessione da un lato fra inflazione /insicurezza sociale e dall’altro fra potere d’acquisto delle famiglie in diminuzione e le scelte dei Monticiani che non sono andate in direzione della salute dell’ambiente e nemmeno di quella personale.
Questa situazione che si è protratta nel tempo ha visto molti Monticiani assumere nuove abitudini “low cost” per combattere la crisi economica che inevitabilmente si è riflessa sull’aumento delle quantità acquistate a discapito della qualità dei prodotti alimentari e della loro data di scadenza.
L’ aumento della quantità di cibo sprecato nell’umido oltre a arappresentare una brutta azione rappresenta anche il peggioramento della sicurezza alimentare per il cibo di qualità scadente o in scadenza che puntualmente si trasforma in aggravio dei costi sociali anche per le gravissime ripercussioni sull’ambiente.
Fare Verde Monte San Giovanni Campano : Sono ormai indispensabili politiche pubbliche mirate a mitigare gli impatti dell’inflazione sulla sicurezza alimentare.
E’ la pubblica amministrazione che deve rivolgere una particolare attenzione alla tutela dei ceti sociali più vulnerabili affrontando la crisi alimentare che è dirompente con un approccio sinergico mirato al sostegno economico per la busta della spesa rivolto alle famiglie meno abbienti che si rivolgono agli enti benefici. Necessitan iniziative educative per promuovere scelte alimentari sane, consapevoli e sostenibili rivolte al resto della popolazione.











