giovedì 24 dicembre 2015

L'acquedotto perde persino a Natale mentre l'acqua è razionata alla popolazione da 18 mesi.

Il desiderio di Fare Verde in questi giorni di Festa era quello di osservare un religioso silenzio.

Perdita del 24.12.2015 in località Fontana Magna
Purtroppo non si può tacere difronte allo spreco di acqua potabile che si perde nei fossi quando nello stesso momento è razionata alla popolazione. Non ce ne voglia nessuno e non si permetta più nessuno di scrivere che si rovina l'immagine del paese perchè questa è solo ed esclusivamente la verità. Fare Verde chiede agli amministratori di usare il buonsenso, di abbandonare i poteri forti e di schierarsi esplicitamente dalla parte dei Cittadini che subiscono in sofferenza il razionamento idrico da più di 18 mesi. Perdita in località Fontana Magna a Monte San Giovanni Campano con segnalazione in itinere.


martedì 22 dicembre 2015

Si festeggia il 18° ANNIVERSARIO per i lavori in corso della strada POLDO/LAORIA

IL 23 DICEMBRE 2015 ricorre il 18° ANNIVERSARIO dei lavori in corso per la strada POLDO/LAORIA (23/12/1997 - 23/12/2015)

Fare Verde nel 18° anniversario del giorno in cui iniziò l'iter dei lavori per la strada Poldo/Laoria AUGURA  BUON PROSEGUIMENTO e un particolare BUON LAVORO. La nostra Associazione  era convinta che i lavori in corso fossero per una CAVA di BRECCIA visto l'imponente sbancamento e la relativa movimentazione di BRECCIA tanto è vero che si voleva chiedere la sua RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE  ma poi leggendo la documentazione si capì che si trattava di una STRADA.
Il progetto iniziale redatto dalla XII Comunità Montana nacque per realizzare l'Area Verde di Fontana Canale ma con il passare degli anni il modello di sviluppo cambiò nel bisogno emergente della domanda non soddisfatta. Per il tramite di un modello di interdipendenza orizzontale con il Comune di Monte San Giovanni Campano lo implementarono con le dovute ed imprescindibili sottolineature e quindi arrivarono al salto di qualità che di fatto trasformò il progetto da Area Verde con accesso stradale  a  strada di collegamento POLDO - Laoria. Una sorta di ricongiungimento dei lavori tra quelli realizzati dalla XII Comunità Montana e quelli del Comune di Monte San Giovanni Campano ha caratterizzato l'intero iter della strada ed infine l'un per l'altro con il passare degli anni si sono dimenticati dell'Area Verde Fontana Canale per cui furono  stanziati i fondi dalla Regione Lazio.
 A questo punto sembra doverosa la riflessione: Ma a che può servire un'Area Verde se poi non ci si possono fare i marciapiede, se non si può asfaltare, non si può cementificare con  metri cubi e metri cubi di cemento e soprattutto non può essere corredata da quella primaria opera rappresentata dai famosi PALI della pubblica illuminazione.
Fare Verde festeggia il 18° ANNIVERSARIO della POLDO/LAORIA verso le 14.00 del 23 di Dicembre 2015 ed invita TUTTE le ISTITUZIONI a vedere il CAPOLAVORO dell'ingegno umano che ha sconvolto per sempre un'area di pregio AMBIENTALE già offesa da un depuratore malfunzionante e poi DISTRATTA dalla sua VOCAZIONE NATURALE. Siccome si festeggia verso le 14.00 per non essere ineducata Fare Verde  AUGURA BUON APPETITO.


lunedì 21 dicembre 2015

Fare Verde è stata ricevuta dall'Assessore alle Attività Produttive per importanti comunicazioni sulla Denominazione Comunale dei prodotti tipici.

La delegazione di Fare Verde è stata ricevuta dall'Assessore alle Attività Produttive del Comune di Monte San Giovanni Campano. Erano presenti l'Assessore Mauro Paglia, il Dott. Marco Belli e il Prof. Giorgio Garofoli. Il delegato di Fare Verde ha riassunto in breve la grave  situazione che riguarda circa 3900 piccoli produttori di olio extravergine di oliva e l'importanza di attuare nel più breve tempo possibile lo strumento messo a disposizione dalla Legge quale è la DENOMINAZIONE COMUNALE  per rivalutare tutti i  prodotti tipici. Fare Verde ha fatto di meglio ed infatti ha consegnato a mano tutto l'iter procedurale da attuare in ambito Comunale per realizzare la miglior forma di valorizzazione dei prodotti a Km Zero.
Fare Verde ha chiesto di essere inserita nella Commissione prevista dall'iter di attuazione quale associazione proponente la Denominazione Comunale in tutela della sostenibilità, dell'Ambiente e della Natura.
L'Assessore ha promesso di valutare attentamente la situazione visto che la Denominazione Comunale riguarda circa 3900 famiglie molte delle quali trovano parte del loro sostentamento nella piccola produzione. Infine Fare Verde ha esposto all'Assessore che la Denominazione Comunale è  uno strumento che produce:
 VANTAGGI PER I CITTADINI
• ritrovato prestigio e senso civico e sociale d’appartenenza
• uno strumento per riappropriarsi delle proprie tradizioni e costumi
• importante indotto negli altri comparti produttivi (turistico-culturale,artigianato,commercio)
• aumento del livello di benessere
VANTAGGI PER I PRODUTTORI
• aumento delle capacità produttive ed economiche
• sviluppo di economie di scala e di specializzazione
• allargamento del mercato potenziale
• incentivi e agevolazioni pubbliche e private
• garanzie e certificazione dei prodotti e/o produzioni
• condizioni favorevoli di sopravvivenza
VANTAGGI PER IL TERRITORIO
• opportunità legate ad uno sviluppo eco-sostenibile
• conservazione e valorizzazione dell’intero sistema territoriale
• maggiore efficienza ed efficacia del sistema di governance pubblica
• apertura e scambi con l’esterno, che aumentano il livello socio-culturale e produttivo della popolazione.


sabato 19 dicembre 2015

Monte San Giovanni Campano come la Ville Lumière

L'inquinamento luminoso fa male alla salute degli esseri umani e nuoce al comportamento degli animali e questa è cosa risaputa da tutti. Per questo motivo Fare Verde si è rivolta all'Osservatorio Astronomico di Campo Catino che è l'Ente per il Monitoraggio dell'Inquinamento Luminoso inviando le foto degli impianti e le tipologie presenti sul territorio Monticiano e come volevasi dimostrare molte tipologie dei numerosissimi punti luce sono risultate non rispettose della Legge Regionale 23/2000 e del suo regolamento di attuazione tanto è vero che si attende l'intervento dell'Ente di Monitoraggio dell'Inquinamento Luminoso.
 Monte San Giovanni Campano è come la Ville Lumière con i suoi 2600 circa punti luce della pubblica illuminazione con un palo della luce ogni 4,5 abitanti e visto che sono in installazione altri pali si ritiene doveroso ricordare all'Amministrazione Comunale di attendere i suggerimenti che sicuramente darà l'Osservatorio Astronomico di Campo Catino. Suggerimenti che il Direttore dell'OACC Avv. Mario Di Sora ha già comunicato a Fare Verde con una nota del 13 Dicembre 2015 (S. Lucia padrona della vista) ne quale comunica che "...il ns Osservatorio Astronomico si pronuncerà ufficialmente..." Siccome c'è sempre tempo per pagare e per morire non resta altro che suggerire di sistemare prima le luci che non sono a norma e poi installare quelle nuove giusto per non nuocere alla salute della popolazione e scusateci se è poco quello che viene rappresentato. Solo un piccolo anticipo per il 2016 quando Fare Verde si batterà per la riduzione dell'inquinamento luminoso su tutto il territorio della Provincia di Frosinone.


domenica 13 dicembre 2015

Nel giorno di S. Lucia si ricorre all'Ente di Monitoraggio per l'inquinamento luminoso.



Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 della L.349/86
Decreto di riconoscimento n. 2080/SvS/DEC/2003
Sede Nazionale: via Trequanda, 25 – 00146 Roma –
Iscritta all'Albo della Regione Lazio
e.mail: segreteria@fareverde.it - Cell. 3477671827 - sito web: www.fareverde.it
Monte San Giovanni Campano
Via Roma 5 –cap 03025 Monte San Giovanni Campano (Fr) – tel.3935510005 – e.mail:fareverde.msgc@gmail.com

Al Sig. Sindaco di Monte San Giovanni Campano
protocollo
Al Responsabile Ufficio Tecnico - Ambiente -
Al Comandante della Polizia Locale
Protocollo + email
All'Ente di Monitoraggio per l'inquinamento Luminoso
Osservatorio di Campo Catino

Oggetto: Impianti di illuminazione nel Capoluogo di Monte San Giovanni Campano – Applicazione della Legge Regionale del Lazio 23/2000 e del suo regolamento –

Con la presente Fare Verde Monte San Giovanni Campano nella persona del responsabile  dott. Marco Belli nato a Monte San Giovanni Campano il 4.4.1961 ed ivi residente in via Roma 25. nel giorno di S. Lucia  protettrice della vista, CHIEDE alle Signorie Vostre se nel Comune di Monte San Giovanni Campano sono applicati il regolamento e la Legge Regionale 23/2000.
 Visto che il Comune in continuazione installa pali per la pubblica illuminazione la scrivente Associazione di Protezione  Ambientale chiede alle Signorie Vostre la verifica completa a tutti gli impianti della pubblica illuminazione per l'intero Comune, con particolare riguardo per il Capoluogo, già installati durante gli anni passati. Si chiede inoltre la verifica completa al faro che illumina la torre civica dell'orologio e quelli che illuminano la torre quadrata del Castello adiacente al piazzale di Corte nonché quelli che illuminano i luoghi di culto e quelli provvisori installati nella piazza della frazione  Chiaiamari. Altresì si CHIEDE fin da ora copia  delle relazioni relative ai rilevamenti che saranno realizzati con la finalità ultima di essere certi che non vi possano essere problemi per  la salute della popolazione e il benessere degli animali.
Nello specifico si segnalano la presenza di luminarie diffuse nel Capoluogo di cui si allega tipologia e i fari installati nella piazza della frazione di Chiaiamari per i quali si allega foto.
In attesa di una qualsiasi risposta gradiscano i più cordiali saluti




sabato 12 dicembre 2015

La discarica di Monte Castellone NON è stata bonificata.

Nel calcolo delle percentuali per la RACCOLTA DIFFERENZIATA come sono considerate le migliaia di Tonnellate di rifiuti INDIFFERENZIATI SEPPELLITI nella DISCARICA di MONTE CASTELLONE?


IO ABBELO - TU ABBELI - EGLI ABBELA - Tempo presente dell'espressione dialettale del verbo ABBELARE che tradotto in Italiano significa letteralmente SEPPELLIRE. Il verbo ABBELARE è stato praticato alla Discarica di Monte Castellone ed infatti una gran quantità di rifiuti è stata SEPPELLITA (ABBELATA) senza subire nessun trattamento preventivo previsto dalla legge. Se il responsabile Provinciale di Fare Verde ha avuto ed ha il coraggio CIVICO di riportare i fatti accaduti come li ha trasmessi anche alla Commissione Europea non per questo può essere definito "FALSO" da chicchessia o definito come persona che si è arrogata il diritto di essere paladino dell'Ambiente. Premesso che il Dott. Marco Belli non ha subito il lutto per la morte della MAESTRA alle scuole elementari e che quindi ha imparato a leggere e a scrivere in piena normalità si ha quindi il piacere di spiegare i fatti accaduti.
A Monte San Giovanni Campano durante il periodo dell'emergenza rifiuti furono realizzate due discariche classificate in Siti di Interesse Nazionale e precisamente le discariche della Bagnara e quella di Monte Castellone. La discarica della Bagnara venne a mancare all'affetto dei Monticiani in modo prematuro e in circostanze particolari perchè andò a FUOCO e quindi scomparve miracolosamente. Quella di Monte Castellone invece è rimasta al suo posto ma è stata declassata in Sito di Interesse Regionale. Nel frattempo è stata emanata la Direttiva Rifiuti UE che ne ha previsto la BONIFICA. Il Comune si è fatto finanziare il suo progetto di Bonifica e messa in sicurezza ed ha realizzato i lavori contestati fin da subito dal Dott. Marco Belli unico che era rimasto provvisto del DONO della parola e unico che ancora lo mantiene. Nello specifico il progetto è SBAGLIATO fin dall'inizio della descrizione di cosa è una discarica tanto è vero che il progettista scrive: "Manuale di Manutenzione
Unità Tecnologica: 01.01
La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo
non selezionato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane (detriti di costruzioni, scarti industriali, eccetera) che non si è voluto o potuto riciclare, inviare al trattamento meccanico biologico (TMB) eventualmente per produrre energia tramite bio-ossidazione a freddo, gassificare o bruciare ed utilizzare come combustibile negli inceneritori (inceneritori con recupero energetico o termovalorizzatori). [QUESTA DEFINIZIONE E' SBAGLIATA] La normativa italiana col Dlgs. 36/2003 recepisce la direttiva europea 99/31/CE che prevede tre tipologie differenti di discarica: a) discarica per rifiuti inerti; b) discarica per rifiuti non pericolosi (trai quali gli RSU, Rifiuti Solidi Urbani); c) discarica per rifiuti pericolosi (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori). La normativa definisce anche il piano di sorveglianza e controllo con i necessari parametri chimici, chimico-fisici, idrogeologici, meteoclimatici e topografici da determinare periodicamente con una stabilitafrequenza delle misurazioni. L'uso delle discariche per il rifiuto indifferenziato deve essere assolutamente evitato. L'Unione Europea con la direttiva sopra citata (99/31/CE) ha stabilito che in discarica devono finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali nonriciclabili, in altre parole, dando priorità al recupero di materia, la direttiva prevede il compostaggio ed il riciclo quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti (del resto la legge prevede che la raccolta differenziata debba raggiungere il 65% entro il 2011). Per assolvere efficacemente al suo compito, e cioè limitare le emissioni nocive e non diventare sorgente di inquinamento per il suolo o per l'idrosfera, unadiscarica deve essere progettata in modo adeguato e secondo tutte le relative norme di legge. Praticamente le discariche moderne devono essere costruite secondo una struttura a barriera geologica in modo da isolare i rifiuti dal terreno, rispettare gli standard igienicie la biosfera, riutilizzare i biogas prodotti come combustibile per generazione di energia. La struttura in genere è del tipo a "deposito sotterraneo", costituita dal basso verso l'alto nel seguente modo: a) un fondo passivo di argilla e isolamento plastico (geomembrana); b) uno strato di sabbia per lassorbimento,
recupero e successivo trattamento del percolato; c) lo strato dirifiuti; d) un successivo strato superiore di terra per la copertura e la crescita di piante; e) dei camini di esalazione e recupero per il gas (nel caso di discariche RSU)."

Che fa il Comune di Monte San Giovanni Campano? Cita nello specifico il Dlgs 13 gennaio 2003, n. 36 (attuazione della direttiva 1999/31/Ce discariche di rifiuti) pubblicato nel
(Supplemento Ordinario n. 40 alla Gazzetta ufficiale 12 marzo 2003 n. 59) ma si dimentica completamente dell'articolo 7 comma 1
che prevede quali debbano essere i Rifiuti ammessi in discarica ed infatti esso recita:
"I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento". Cosa accade? Nonostante i botta e risposta sui giornali tra l'Assessore ai Lavori Pubblici e il Dott. Belli che contestava i lavori seppellisce i rifiuti tali e quali come se non vi fosse un domani per il territorio, per l'Ambiente e per le probabili ripercussioni sulla salute. Di fatto ed è indiscutibile che la discarica di Monte Castellone sia stata messa in sicurezza e NON bonificata. Tanto è vero che la Corte di Giustizia Europea nella CONDANNA all'ITALIA è CHIARA e non lascia nessuna ombra di dubbio su come il COMUNE avrebbe dovuto fare i lavori.
La Corte è arrivata alla conclusione che l’obbligo di recuperare i rifiuti o di smaltirli senza pericolo per l’uomo o per l’ambiente nonché quello, per il detentore,o di consegnarli ad un raccoglitore che effettui le operazioni di smaltimento o di recupero di rifiuti o di provvedere egli stesso a tali operazioni sono stati violati in modo persistente.
La Corte ha ricordato innanzitutto che la mera chiusura di una discarica o la copertura dei rifiuti con terra e detriti (come è stato fatto nella discarica di Monte Castellone) non è sufficiente per adempiere agli obblighi derivanti dalla direttiva «rifiuti». Pertanto, i provvedimenti di chiusura e di messa in sicurezza delle discariche non sono sufficienti per conformarsi alla direttiva dell'Unione Europea. Quando si da del falso ad una persona con un articolo sui giornali bisogna prima CAPIRE che ci sono esseri umani dotati di discernimento anche a Monte San Giovanni Campano e che non a tutti piace essere presi in giro da esseri che si credono superiori e in pieno delirio di onnipotenza. Al responsabile per la Provincia di Frosinone di Fare Verde gli basta che oltre 500.000.000 di Cittadini Europei la pensino nel suo stesso identico modo.

 

lunedì 7 dicembre 2015

Vinta la battaglia per l'abbattimento delle barriere architettoniche in tutte le scuole di Monte San Giovanni Campano - L'ANATEMA del Gruppo Locale di Fare Verde -

E' Natale ... E' Natale si può fare di più! Dopo 19 anni dall'ultimo DPR che disciplinava le norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli uffici pubblici siamo arrivati alla fine del 2015 per entrare in quella fase di inciviltà che a giorni compirà 20 anni. Nientemeno persino gli uffici dei Servizi Sociali dedicati alle persone diversamente abili o che in teoria non dovrebbero avere barriere architettoniche sono stati aperti senza tener conto delle persone diversamente abili e gli stessi amministratori che hanno speso denaro pubblico per abbattere le barriere architettoniche nei luoghi di culto non sono stati capaci o non hanno voluto spendere poche decine di euro per una rampa mobile in acciaio da installare presso gli uffici dei servizi sociali. L'elenco delle barriere architettoniche e dell'inaccessibilità non ha fine se si considerano anche le stutture considerate il fiore all'occhiello del nostro territorio quali sono considerati i Cimiteri passando per la scuola per finire nientemeno agli uffici dell'ASL tralasciando i bagni che sono un sogno. 


Quis custodiet ipsos custodes? Non li ha controllati nessuno eccezion fatta per Fare Verde tra l'altro contrastata per aver dispiegato con una azione provocatoria eclatante un Consigliere Comunale associato anche se in quel momento venne risolta l'accessibilità al Palazzo del Municipio. Fare Verde fu accusata (dopo aver invitato pubblicamente tutte le forze politiche) di protestare in favore dei Diversamente Abili con MODALITA' FAZIOSA da chi si presenta come forza di cambiamento e detententrice della verità assoluta sui PC e a chiacchiere. Eppure dopo tanta ignoranza c'è da ricordare che le leggi ci sono e le opportunità per i finanziamenti ci sono state, ci sono e tante spese fatte per opere INUTILI avrebbero potuto rendere più civile e coerente l'intera collettività. Dopo le battaglie epocali di Fare Verde Monte San Giovanni Campano in favore dei diversamente abili arriva il primo intervento di riparazione in favore di queste PERSONE (sono persone e non esseri indegni) che ad onor del vero è datato 2009. Nello specifico la Giunta Regionale del Lazio con deliberazione n.740 del 25 Settembre 2009 ha assegnato € 400.000,oo per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole elementari e materne di Porrino, Chiaiamari, La Lucca, Colli, Capoluogo e scuole materne Capoluogo. A FARE VERDE il solo merito di aver ricordato che ci sono i fondi stanziati e la capacità di forzare la mano anche con metodi ritenuti forse troppo duri. Si resta in attesa che vengano sistemati anche gli altri Uffici e strutture pubbliche ricordando che l'Italia e l'Europa non hanno mai dimenticato le persone colpite dalle AVVERSE FORTUNE e che non serve andare tutti i santi giorni nei luoghi di culto per ottenere finanziamenti perchè essi arrivano da Uffici Terreni. FARE VERDE c'è e dimostra che le DENUNCE servono per ottenere che vengano rispettati i diritti delle persone meno fortunate e a tal proposito dapprima lancia un ANATEMA su chi non le rispetta o le emargina e poi ricorda a chi fa il giochetto delle tre scimmiette che c'è un quadro Normativo che va rispettato senza far chiacchiere.
ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: QUADRO CRONOLOGICO DELLE NORMATIVE IN ITALIA E IN EUROPA.

Legge 118 del 197. La legge, nel dettare norme di carattere generale a favore di mutilati ed invalidi civili con l'articolo 27, prevede che gli edifici pubblici o aperti al pubblico e le istituzioni scolastiche, prescolastiche o di interesse sociale debbano essere costruiti in conformità della Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici numero 4809 del 1968 relativa l'eliminazione delle barriere architettoniche. Il campo di applicazione della legge è però molto più ampio perchè prende in considerazione edifici privati "aperti al pubblico" e non solo, infatti si estende anche ai servizi di trasporto pubblico come tram, metropolitane che dovranno essere accessibili a persone non deambulanti.

Decreto del Presidente della Repubblica numero 384 del 1978. Il decreto è stato emanato per rendere esecutive le disposizioni relative alla Legge numero 118 del 1971. Prevede norme per le strutture connesse agli edifici (percorsi pedonali, parcheggi), norme per l'edificazione abitativa e per gli edifici scolastici. Non si trovano norme per l'ambiente esterno agli edifici, luoghi di relazione quali parchi, giardini, luoghi di sosta, servizi igienici pubblici.

Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici numero 1030 del 1983. Il decreto, sugli Orientamenti relativi alle facilitazioni per la circolazione e la sosta delle persone disabili, prende in esame i luoghi aperti al pubblico di notevole estensione come le zone verdi e i parchi che devono risultare accessibili.

Legge 41 del 1986. La legge prevede l'eliminazione delle barriere architettoniche attraverso la realizzazione di piani da parte delle Amministrazioni Pubbliche. Piani redatti secondo il seguente schema: individuazione degli edifici; obiettivi minimi da conseguire; ricerca delle barriere architettoniche; valutazione di fattibilità. In più i piani possono essere modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate.

Legge 13 del 1989. La legge detta disposizioni per garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata; individuando gli elementi minimi che una progettazione deve prevedere, ad esempio accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l’accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala, idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari, almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento, installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini.

Decreto Ministero dei Lavori Pubblici numero 236 del 1989. Il decreto prevede prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche. Vengono emanate le prescrizioni tecniche relative alla Legge 13del 1989 che si applicano agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata; agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione; alla ristrutturazione degli edifici privati; agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti. Si evidenziano inoltre i concetti di accessibilità, visitabilità, adattabilità riferiti alle barriere architettoniche.

Legge 394 del 1991. La Legge quadro sulle aree protette all'articolo 12 prende in esame il tema dell'accessibilità nel territorio del Parco, disciplinando i sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo a percorsi, accessi e strutture fruibili da parte di una utenza ampliata come anzizni, persone con disabilità, nonchè le attrezzature e i servizi per la gestione e la funzione sociale del parco.

Legge 104 del 1992. Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. La Legge garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società; previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali; persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata; predispone interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata. L'articolo 23 prende in considerazione la rimozione di ostacoli per l'esercizio di attività sportive, turistiche e ricreative, e l'articolo 24 prende in considerazione l'eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche facendo riferimento a leggi, decreti e loro modificazioni.

Decreto del Presidente della Repubblica numero 503 del 1996. Il decreto regola le norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. Viene ampliato il concetto di barriere architettoniche e vengono considerate tali anche la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: QUADRO CRONOLOGICO DELLE NORMATIVE IN EUROPA

1972: il Consiglio d'Europa adotta la prima risoluzione in materia di accessibilità: risoluzione sulla progettazione e pianificazione degli edifici per provvedere a un più facile accesso ai disabili fisici.

1981: emanata la Legge fa riferimento all'integrazione professionale, economica e sociale dei disabili.

1988: promozione da parte della Comunità di programmi a favore dei disabili come Helios.

1989: approvata dal Parlamento di Strasburgo la carta dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori in cui si legge: " Tutte le persone handicappate qualunque sia l'origine e le natura del loro handicap devono poter beneficiare di misure di miglioramento.....".

1991: emanata la Direttiva che contiene prescrizioni minime per il miglioramento della mobilità dei disabili. L'obiettivo è il miglioramento della sicurezza tramite l'adattamento di mezzi di trasporto pubblico e privato. Gli stati membri devono conformarsi entro il 1992 e presentare un calendario per l'applicazione entro la fine del 1999.

1991: Legge quadro sulle aree protette, che agli articoli 11, 12 impegna gli enti gestori a rendere i propri territori fruibili per tutti.

1996: Comunicazione della Commissione Europea sull’eguaglianza di opportunità per le persone con disabilità.

1996: Risoluzione del Consiglio dei Ministri della Comunità Europea e dei rappresentanti dei Governi sulla parità di opportunità per le persone con disabilità.

1998: Raccomandazione del Consiglio dei Ministri della Comunità Europea su un contrassegno di parcheggio per disabili.

2000: la Carta europea dei diritti fondamentali con particolare riferimento agli articoli, 21 e 26. Riunisce in un unico testo diritti civili, politici, economici, sociali e societari finora enunciati in fonti diverse internazionali, europee o nazionali.

2001: Risoluzione del Parlamento Europeo della Comunicazione della Commissione Europea "Verso un’Europa senza barriere" del 2000.

Il Trattato di Amsterdam all'articolo 13 vieta qualsiasi discriminazione basata sulla disabilità.

2003: Rapporto europeo finale che detta i criteri omogenei per una buona accessibilità ai siti turistici ed alle infrastrutture per le persone con disabilità.

2004: Costituzione Europea che nella Parte Prima, articolo 2 afferma che l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a una minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.








martedì 1 dicembre 2015

Lavori di ristrutturazione e adeguamento tecnico al depuratore Perna/Chiaiamri. Fare Verde festeggia la VITTORIA.

Il 1 Dicembre è la Festa dell'Ambiente, delle Biodiversità e della Natura a Monte San Giovanni Campano perchè Fare Verde DA SOLA si è battuta come una forsennata anche contro il SILENZIO della POPOLAZIONE , dopo aver subito un vero e proprio OSTRACISMO ISTITUZIONALE e nonostante tutto e tutti HA VINTO! Si Fare Verde ha vinto senza ombra di dubbio come ha VINTO l'AMBIENTE e questo è il  giorno della VITTORIA. 
 
 
Il depuratore Comunale in località Pantanelle chiamato - CHIAIAMARI/PERNA - è in RISTRUTTURAZIONE e in ADEGUAMENTO TECNICO per l'esclusivo interessamento e per le pressioni costanti di FARE VERDE. Più volte sono arrivati "consigli" , INSULTI e MALDICENZE ma la barra del TIMONE è rimasta ferma alla via e neppure per un secondo c'è stato un qualsiasi CEDIMENTO per raggiungere l'obiettivo finale . La via è lunga e restano da sistemare TUTTI gli altri  depuratori (sono 8) che non funzionano come dovrebbero o che sono privi di autorizzazioni  ma FARE VERDE C'E' e resterà dove è perchè ora come sempre rappresenta l'ultimo BALUARDO contro la DOTTRINA del silenzio in difesa di chi non ha voce e in sostegno a chi ha ricevuto danni alla terra e alle culture.
Si coglie l'occasione per ringraziare il Corpo Forestale dello Stato Comando di Veroli e il responsabile dell'ARPALAZIO FROSINONE per la pazienza e per aver creduto alle nostre parole che sono state IGNORATE dalle Istituzioni locali.
I lavori in corso rappresentano il precedente storico che NON ha eguali per il territorio di Monte San Giovanni Campano e sono l'esempio della prima riparazione rivolta  al nostro AMBIENTE VIOLENTATO.  Fare Verde si rivolge ai giovani chiarendo un concetto unico: La Natura, l'Ambiente e le Biodiversità NON possono essere violentate costantemente e poi confortate o coccolate con frasi carine su facebook e soprattutto "La natura non è uno zoo safari,un parco divertimenti.Bisogna entrarci, sì.Ma rispettandola." Cit.del compianto  Paolo Colli fondatore di Fare Verde.
Fare Verde Monte San Giovanni Campano

Lavori di ristrutturazione e adeguamento tecnico del depuratore Perna/Chiaiamari in località Pantanelle del Comune di Monte San Giovanni Campano

lunedì 30 novembre 2015

Caro Babbo Natale portaci l'acqua potabile e porta via questa estate infinita.

Fare Verde propone di leggere il protocollo 

ACEA durante il Consiglio Comunale del 

30.11.2015


Questa Associazione di Protezione Ambientale trova esilarante , dissociato dalla realtà, pretestuoso e a dir poco paradossale il piano di turnazione estiva per la fornitura di acqua potabile in vigore dal 24 Luglio 2014 (duemilaquattordici). Non è un errore di interpretazione o di battitura perché il piano di turnazione come lo chiama la società Acea o meglio di razionamento dell'acqua come lo definisce Fare Verde è in vigore da Luglio 2014. Dopo circa 17 mesi di turnazione o razionamento che dir si voglia la nostra Associazione si è stancata persino di protestare ma non può smettere perché proprio oggi c'è il Consiglio Comunale ed uno dei punti all'Ordine del Giorno è proprio l'acqua.
L'Acea con protocollo n. 0042022/2015 del 22.7.2015 comunicava pubblicamente: “ A rettifica della ns nota indicata in oggetto con la presente si fornisce lo schema in vigore dal 24.7.2014 sul territorio Comunale di Monte San Giovanni Campano utile a garantire un'equa distribuzione della risorsa idrica in considerazione del maggior assorbimento sulla rete causato dalle elevate temperature e dall'utilizzo improprio della risorsa idrica.” 
Da quel lontano 24 Luglio 2014 è passato tanto tempo come tante sono state le proteste messe in campo da Fare Verde persino nei confronti della locale Amministrazione Comunale che il 14  Maggio 2015 emise la famosa ORDINANZA del Sindaco su richiesta ACEA rivolta ai Cittadini che facevano uso improprio di acqua potabile comprovante la continua  attuazione del piano di turnazione dell'anno precedente . 
Con il mese di Dicembre 2015 fanno 17 mesi di turnazione estiva e sinceramente sembra oramai una barzelletta questa stagione estiva che non sente ragioni e non vuole terminare in nessun modo. Fare Verde vorrebbe spezzare una lancia in favore dell'Amministrazione Comunale ma non può farlo perché risulta estremamente oneroso acquistare una autovettura di quella marca per poi poterla spezzare ma la domanda viene spontanea: Le Autorità a cui è stato inviato il protocollo hanno letto quello che c'è scritto? Il piano di turnazione/razionamento idrico è attualmente in vigore e ad esempio nel Capoluogo di Monte San Giovanni Campano l'acqua arriva alle 7.00 del mattino e va via alle 12.00 circa e ad oggi la scrivente Associazione si chiede come possa essere realizzato l'uso improprio dell'acqua potabile se per 19 ore su 24 NON C'E'!
Da quel fatidico 24 Luglio 2014 sono stati riuniti molti Consigli Comunali e questa volta Fare Verde chiede agli amministratori di leggere il protocollo allegato pubblicamente in modo che le distorsioni sulle interpretazioni e il fatto che il piano di turnazione sia ancora attivo vengano messi a confronto. Parleranno anche di depurazione e di perdite dell'acquedotto quali argomenti che oramai Fare Verde ha demandato ad altra Autorità che non necessita della politica per procedere.
Per ultimo Fare Verde si rende disponibile alla lettura del protocollo ACEA durante il Consiglio Comunale visto che ci deve essere un grave problema di fondo forse riconducibile alla Spending Review che procura inadeguata “illuminazione” negli uffici in cui operano gli amministratori a ragion della quale essi brancolano nel buio più totale. Dopo tutto questo ci si affida a Babbo Natale a cui viene chiesto di portare acqua potabile...







venerdì 27 novembre 2015

Sparisce l'acqua nel torrente Amaseno ... Fare Verde è in battaglia ...





Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 della L.349/86
Decreto di riconoscimento n. 2080/SvS/DEC/2003
Sede Nazionale: via Trequanda, 25 – 00146 Roma –
Iscritta all'Albo della Regione Lazio
e.mail: segreteria@fareverde.it - Cell. 3477671827 - sito web: www.fareverde.it
Monte San Giovanni Campano
Via Roma 5 –cap 03025 Monte San Giovanni Campano (Fr) – tel.3935510005 – e.mail:fareverde.msgc@gmail.com

Al Sig. Sindaco del Comune
di Monte San Giovanni Campano

Al Responsabile dell'Ufficio Tecnico
Ambiente di Monte San Giovanni Campano

Al Sig. Presidente della Provincia di
Frosinone

Al responsabile dell'ARPALAZIO
Frosinone

Al Comandante della Polizia Provinciale
SEDE

Oggetto: Sparizione del flusso idrico nell'alveo del torrente Amaseno nel tratto che va dal confine con il Comune di Veroli fino alla località Poldo di Monte San Giovanni Campano. Conferenza dei Servizi del 30.11.2015.

La scrivente Associazione di Protezione Ambientale è venuta a conoscenza che per il giorno 30 Novembre 2015 è stata indetta la Conferenza dei Servizi per non meglio precisate decisioni relative alla depurazione delle acque reflue nel Comune di Monte San Giovanni Campano.
Fare Verde per facilitare le decisioni che le SV dovranno prendere con tale Conferenza dei Servizi rappresenta che nel tratto dal confine con il Comune di Veroli alla località Poldo è stata constata la sparizione TOTALE delle acque di scorrimento del torrente Amaseno nei mesi compresi da Maggio a Novembre 2015. Visto che il depuratore sito in località Colle Pupazzo è giusto nel mezzo del tratto indicato , che detto depuratore è in funzione seppur privo di autorizzazione allo scarico si rappresenta che è di fatto presente il mistero delle acque reflue perdute provenienti dal depuratore che subito dopo la loro affluenza al torrente spariscono misteriosamente. Vogliano le SV risolvere il mistero delle acque reflue del depuratore sito in località Colle Pupazzo, perché non è stata rinvenuta traccia di acqua a valle dallo sbocco del depuratore, prima di entrare nel merito amministrativo/burocratico.
Si precisa inoltre che tale circostanza è stata rappresentata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone con esposto circostanziato. Infine Fare Verde visto quanto premesso protesta in modo fermo in difesa dell'Ambiente, delle Biodiversità, della Natura e della salute dei Cittadini poiché le acque reflue del depuratore di Colle Pupazzo non sono l'eccezione alla legge della conservazione della massa e neppure a quella della forza gravitazionale e per questi motivi precisi dettati da leggi inoppugnabili della fisica risulta senza ombra di ragionevole dubbio che in Ictu Oculi le acque reflue dal Depuratore sito in località Colle Pupazzo hanno una destinazione “misteriosa” perché certo è che esse NON vengono miscelate all'acqua del torrente Amaseno in quanto quest'ultimo ha portata nulla o tendente a zero litri al minuto per buona parte dell'anno e lo scorrimento in quel tratto è presente esclusivamente quando ci sono abbondanti piogge.
Quindi Fare Verde ha ritenuto opportuno avvisare su quanto è stato rilevato e su quanto ha già esposto all'Autorità Giudiziaria in modo che le decisioni da intraprendere siano le più congrue e opportune possibili nel rispeto dell'Ambiente, delle Biodiversità, della Natura e della Normativa Vigente.
Con Osservanza
Monte San Giovanni Campano il 27 Novembre 2015
Fare Verde Monte San Giovanni Campano



domenica 15 novembre 2015

La raccolta differenziata la facciamo strana.

Si inizia con  una foto del mercato di ieri nel Capoluogo di Monte San Giovanni Campano e siccome nessuno vuole ascoltare la voce del buonsenso si vuole ricordare al Comune che la raccolta differenziata è sbagliata perchè procura quanto è rappresentato nella foto ma nonostante tutto e il protocollo di tali criticità si continua a suggerire  le SOLUZIONI.

Rifiuti indifferenziati del mercato nel  Capoluogo 14.11.2015

Fare Verde con il presente costrutto sulla raccolta differenziata a Monte San Giovanni Campano vuole esprimere il suo punto di vista nel modo più semplice possibile indicando la criticità e le SOLUZIONI in quanto da un momento all'altro le problematiche inerenti potrebbero investire la Comunità. La direttiva 2008/98/Ce che all’art. 11 dispone che fatto salvo l’articolo 10, paragrafo 2, entro il 2015 la raccolta differenziata sarà istituita almeno per i seguenti rifiuti: carta, metalli, plastica e vetro.
Tale norma è stata trasposta nel nostro ordinamento dal decreto legislativo n. 205/2010– riscrivendo l’art. 181, del d.lgs n. 152/06 -, che stabilisce: le autorità competenti realizzano, altresì, entro il 2015 la raccolta differenziata almeno per la carta, metalli, plastica e vetro, e ove possibile, per il legno. Tre sono le novità più importanti:1) Occorre raccogliere separatamente specifici flussi di materiali presenti nei rifiuti; 2) Non si fa riferimento solo ai rifiuti urbani; 3)Vengono imposte specifiche modalità di raccolta.
- La direttiva, infatti, è molto chiara in proposito: non fa riferimento ai prodotti di origine di tali rifiuti, ma solo alla classificazione merceologica del rifiuto.
- Si fa osservare come rispetto alla raccolta differenziata di rifiuti di carta, metalli, plastica e vetro né nella direttiva, né nel decreto legislativo si faccia riferimento ai rifiuti domestici o assimilati. Sicché il precetto è da intendersi anche ai rifiuti speciali.
Inoltre, il legislatore italiano nel raccomandare l’avvio della raccolta differenziata di tali frazioni non individua enti particolari bensì si rivolge alle amministrazioni competenti. La genericità nell’individuazione della competenze fa si che essa si debba estendere, dunque, anche ad amministrazioni che non disciplinano solo la gestione dei rifiuti urbani. Di fatto la norma deve essere applicata anche in riferimento alle competenze autorizzatorie in capo ai singoli enti. In altri termini, in sede di rilascio di permessi ad esercitare attività imprenditoriali le autorità competenti dovrebbero essere tenute a prescrivere che il soggetto autorizzato provveda a raccogliere separatamente i rifiuti di carta, metallo, plastica, vetro e, ove, possibile di legno.
- Ovviamente la raccolta di tali flussi deve essere garantita dai Comuni e/o da aziende private specializzate.
- La direttiva comunitaria e il legislatore Italiano con l'applicazione del decreto legislativo n. 205/2010– riscrivendo l’art. 181, del d.lgs n. 152/06 definiscono la raccolta differenziata come quella raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico.
- Di fatto la Direttiva Comunitaria e la legge che la recepiscono hanno modificato la precedente formula secondo cui per raccolta differenziata si intendeva la raccolta idonea, secondo criteri di economicità, efficacia, trasparenza ed efficienza, a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, al momento della raccolta o, per la frazione organica umida, anche al momento del trattamento, nonché a raggruppare i rifiuti di imballaggio separatamente dagli altri rifiuti urbani, a condizione che tutti i rifiuti sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero.
-E’ quindi evidente che l’esplicito riferimento al singolo flusso di rifiuti e la stretta funzionalità al trattamento specifico del medesimo flusso operato dalla nuova definizione, a stretto tenore,esclude che si possa far rientrate nella raccolta differenziata anche quella definita multimateriale come si fa attualmete a Monte San Giovanni Campano per plastica e alluminio , come non si fa per i rifiuti speciali e come è tollerata per i rifiuti indifferenziati nei mercati, fiere, sagre, feste religiose e civili
-LE CONCLUSIONI DI FARE VERDE-
Con la finalità unica di tutelare l'Ambiente e di promuovere il mercato delle materie prime seconde e quindi per non incorrere nelle maglie delle recenti iniziative assunte dalla Magistratura Contabile sul tema della non corretta raccolta differenziata a seguito di esposti nel caso non sia specifico il conferimento di rifiuti di carta, metallo, plastica e vetro in maniera differenziata e con raccolte monomateriali.
Con lo scopo di evitare l'impugnazione di quelle autorizzazioni all’esercizio di attività di impresa che non prescrivano anche l’effettuazione della raccolta differenziata, come ad esempio nei mercati e nel settore edile, e il conseguente rischio dell’apertura di eventuali procedimenti di infrazione da parte dell’UE per violazione della direttiva comunitaria.



FARE VERDE PROPONE E CONSIGLIA CALDAMENTE:

Di riorganizzare il servizio di raccolta differenziata monomateriale e rivedere la tassa/tariffa. Di emanare il regolamento per la raccolta differenziata che indirizzi gli uffici competenti al rilascio di autorizzazioni all’esercizio di attività di impresa su come definire le prescrizioni circa la raccolta differenziata dei rifiuti derivanti dall’attività di impresa compresi i rifiuti speciali.

DI FATTO ACCANTONARE RIFIUTI INDIFFERENZIATI PRODOTTI DA UNA O PIU' IMPRESE NON E' PREVISTO DALLA LEGGE E QUESTO VALE PER TUTTI senza che possano essere escluse le associazioni, i comitati per i festeggiamenti di feste sacre e profane, vale per gli organizzatori di eventi, di sagre e per le IMPRESE CHE SIANO DI FIDUCIA OPPURE NO. Per ultimo! Non ci è morta la maestra alle elementari.

lunedì 9 novembre 2015

Monte San Giovanni Campano - Lo stato dei depuratori presenti sul territorio

Il Responsabile Provinciale di Fare Verde Dott. Marco Belli con nota al Protocollo ARPALAZIO n.0052192 procedeva con il seguente esposto: "Richiesta all'Arpa Lazio di controlli relativi ai depuratori delle acque reflue di Monte San Giovanni Campano in gestione ACEA"


La scrivente Associazione premette che oltre alle analisi chimiche di certezza (constatazione del danno) sono stati realizzati accertamenti sulla presenza delle autorizzazioni allo scarico in quanto 
occorre evidenziare che la mancanza  di rinnovo o di concessione delle autorizzazioni contestate non è di danno (quindi un eventuale scarico di acque con concentrazioni di inquinanti eccedenti i limiti normativi) ma reato  di condotta, che è dunque volto a garantire un controllo preventivo da parte della pubblica amministrazione, laddove il bene tutelato dalla norma penale è l'interesse dell'amministrazione competente a monitorare e controllare preventivamente la funzionalità e potenzialità inquinante degli impianti nuovi e di quelli già esistenti.
Si procede quindi con i depuratori  preesenti sul territorio del Comune di Monte San Giovanni Campano dopo l'intervento dell'ARPALAZIO:

1) Depuratore Colle Pupazzo
I risultati delle analisi chimiche del campione , prelevato con modalità istantanea, evidenziano il rispetto dei valori limite previsti. Nel verbale è MANCANTE l'autorizzazione allo scarico nel "fosso  Amaseno" ed infatti: "L'impianto era in funzione ma privo di autorizzazione allo scarico in violazione dell'Art 124 comma 1 del Dlgs 152/06" - Verbale inoltrato al Comune di Monte San Giovanni Campano in data 4-9-2014

Intelligence operation for groundwater pollution


2) Depuratore Sione (Chiaiamari)
I risultati delle analisi chimiche evidenziano il rispetto dei valori limite previsti  rapporto di prova SFR2014/02243/01484.
Per questo depuratore è stato contestato lo scarico in violazione dell'Art 124 comma 1 del Dlgs. 152/06. Rapporto di prova del 19 8. 2014

3) Depuratore Colli
Per questo depuratore è stato contestato lo scarico non autorizzato in violazione dell'art.124 comma 1 del Dlgs 152/06
I risultati delle analisi del campione evidenzianoil rispetto dei valori limite previsti. Rapporto di prova 21.8.2014


4) Depuratore Comunale Porrino
Redatto verbale di accertamento di violazione sanzionata in via amministrativa in base all'art.133 comma 2 del Lgs 152/06  a carico dell'amministratore delegato e del responsabile gestione operativa Acea Ato 5 Spa quali gestori dell'impianto e del Sindaco pro-tempore quale responsabile del Comune di Monte San Giovanni Campano. l'impianto era sprovvisto sia di campionatori automatici che di misuratori di portata. I risultati delle analisi chimiche di certezza nel rapporto di prova dell'Arpa Lazio evidenziano per quanto riguarda i parametri Azoto totale e Fosforo totaleil superamento dei valori limite previsti dalla normativa vigente. Per i parametri Azoto Ammoniacale e Cloro attivo il superamento dei valori limite previsti dalla tabella di riferimento. Rapporto di prova del 4.3.2015



5) Boccafolle
I risultati delle analisi chimiche del campione evidenziano, per il parametro azoto totale, il superamento del valore limite previsto al punto 7.5  della DGR n.219 /2011. I risultati delle analisi microbiologiche evidenziano il superamento dei valori consigliati dalla tab 3, all 5 parte III del Dlgs 152/06. L'impianto era in funzione ma privo di autorizzazione allo scarico in violazione dell'art 124 comma 1 del Dlgs 152/06. Rapporto di prova del 23.10,2014




6) Depuratore Comunale ANITRELLA
I risultati delle analisi chimiche del campione , evidenziano per quanto riguarda il parametro "solidi sospesi" ed Azoto totale il superamento del valore limite previsto. I risultati delle analisi microbiologiche evidenziano il superamento dei valori consigliati dalla tab 3 , all 5, parte III del Dlgs 152/06. Impianto in funzione ma privo di autorizzazione allo scarico in violazione dell'art 124 comma 1 del Dlgs 152/06. Elevata sanzione amministrativa in base all'art 133 comma 1 del Dlgs 152/06 , a carico del Sindaco pro-tempore quale responsabile del Comune di Monte San Giovanni Campano, a carico del Rappresentante legale e del responsabile Gestione Operativa di ACEA Ato 5 Spa quali gestori dell'impianto. Rapporto di prova 28.8.2014


I Monticiani della frazione Anitrella dormono sonni tranquilli


7) Depuratore Comunale BACCALA'
I risultati delle analisi chimiche del campione , prelevato con modalità istantanea, evidenziano per quanto riguarda il parametro Azoto totale il superamento del valore limite previsto. L'impianto era in funzione ma privo delle autorizzazioni allo scarico in violazione dell'art.124 comma 1 del Dlgs 152/06 - rapporto di prova del 19.8.2014


8) Depuratore Fontana Magna - Capoluogo -
Ci vuole un breve preambolo da parte di Fare Verde: Al peggio non c'è mai fine!
I risultati delle analisi chimiche evidenziano , per quanto riguarda i parametri Fosforo totale e Azoto totale il superamento dei valori limite fissati nella nota 2 tab 3 , all 5 parte III del D Lgs 152/06. Il depuratore non è autorizzato allo scarico. Redatto verbale in in violazione sanzionata in via amministrativa in base all'art 133 comma 1 del Dlgs 152/06, a carico del Sindaco pro-tempore quale responsabile del Comune di Monte San Giovanni Campano , a carico del Rappresentante legale e del Responsabile Gestione Operativa di ACEA Ato 5 Spa quali gestori dell'impianto. Rappporto di prova del 31.7.2014




9) Per quanto riguarda il depuratore Perna Chiaiamari già tristemente noto ai Monticiani per le problematiche Ambientali procurate in località Pantanelle anche a Privata Attività Produttiva si attende il Nulla Osta da parte del Corpo Forestale dello Stato per poter pubblicare l'analitico. Per questo depuratore Fare Verde Monte San Giovanni Campano ha già sporto formale denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone.


Fare Verde oltre a rimanere annichilita si domanda per quale sacrosanto motivo è stato taciuto tutto questo o quale interesse c'è nel tacere un disastro di simile portata. Non sono bastate neppure le multe per smuovere tutti gli amministratori Comunali che come i custodi della verità assoluta hanno mantenuto il più stretto riserbo nonostante le pressanti richieste di Fare Verde Monte San Giovanni Campano. Si sono comportati da feudatari ed hanno offeso gli iscritti di Fare Verde   considerandoli di fatto SUDDITI a cui non deve essere data nessuna spiegazione.
Fare Verde spera che con questo costrutto i Monticiani si rendano conto della gravità di quanto esposto e prendano in seria considerazione il fatto che sono obbligati a pagare per inquinare la propria terra. Si rimandano migliori spiegazioni ad un incontro pubblico che verrà fissato a breve con il coinvolgimento del Comitato Acqua Pubblica e sin da ora si invitano tutte le forze politiche presenti sul territorio ad intervenire in difesa del territorio, dei Cittadini e dell'Ambiente. Ai Consiglieri Comunali iscritti di Fare Verde viene richiesto di convocare un URGENTISSIMO CONSIGLIO COMUNALE per discutere le problematiche relative alla depurazione delle acque reflue e alle omesse informazioni ai Cittadini.


Fare Verde Monte San Giovanni Campano chiede all'Avv. Francesco Greco Presidente Nazionale di Fare Verde e al Presidente di Fare Verde Lazio Silvano Olmi  l'autorizzazione a procedere per verificare l'eventualità del DISASTRO AMBIENTALE visto che nessun depuratore era in regola con la normativa vigente sul territorio della Repubblica Italiana.

Fare Verde Monte San Giovanni Campano

Fare Verde Provincia di Frosinone