sabato 28 marzo 2015

Adegueranno un depuratore ma Fare Verde è parzialmente contenta...mancano le risposte e la data di inizio lavori.

Fare Verde Onlus - Gruppo Locale di Monte San Giovanni Campano - A seguito di esposto denuncia all'Autorità Giudiziaria, all'Arpa Lazio e al chiasso che è stato fatto arriva la prima soluzione su 8 per quella che è la depurazione a Monte San Giovanni Campano. Fare Verde NON E' FELICE perchè mancano risposte importanti ai quesiti che sono stati posti al Comune e l'inquinamento subito dal territorio non può essere lavato con un colpo di spugna da una MAGNIFICA CONFERENZA DEI SERVIZI che ha deliberato per l'adeguamento di un solo depuratore. 
Ritornando ai lavori che dovrà subire il depuratore che è situato in località Fontana Magna si precisa che sulla delibera del Comune di Monte San Giovanni Campano NON è indicata nessuna data di inizio lavori o data in cui verrà indetta gara di appalto. Neppure una data indicativa rapportata ad un mese o ad un anno e siccome l'iter a cui abbiamo genoflesso le Istituzioni è iniziato nel 2011 si vuole capire almeno quando inizieranno i lavori "riparatori" di adeguamento al depuratore delle acque reflue. Se non si avranno risposte adeguate nel merito la domanda verrà posta all'Autorità Giudiziaria allegando la delibera pubblicata sul sito web del Comune di Monte San Giovanni Campano
http://www.comune.montesangiovannicampano.fr.it/msgc/hh/index.php
quì di seguito pubblicata in formato jpg.










Tracciabilità dei rifiuti di certezza - Progetto Smart City a costo irrisorio.

In una città come Monte San Giovanni Campano o in qualsiasi altra città Italiana il problema della raccolta differenziata porta a porta è rappresentato dal monitoraggio stesso della raccolta differenziata per il calcolo e la programmazione. 
Cosa propone  Fare Verde per Monte San Giovanni Campano Smart City? Il monitoraggio della raccolta differenziata porta a porta poco dispendioso tramite le etichette passive RFID.
Applicando quindi le etichette RFID passive sulle buste consegnate alle famiglie per la raccolta differenziata si ottiene l'immediata tracciabilità dei rifiuti senza la necessità di controlli manuali perchè basterà il passaggio del camioncino anche esso dotato di etichetta vicino alla fonte di lettura e in tempo reale  si avranno i risultati di chi avrà fatto la raccolta differenziata oppure NON avrà conferito. L'inserimento dei dati in tempo reale nel database permetterà anche l'emissione estemporanea  della evantuale diffida nei confronti di chi non conferisce e quindi l'inizio della procedura di controllo tramite la polizia locale. Cosa è una etichetta RFID passiva e come funziona in questo caso: contiene semplicemente un microchip (con identificativo univoco ed eventuale memoria per indirizzo, CF e tel), privo di alimentazione elettrica,   un materiale che fa da supporto fisico chiamato "substrato" e che viene "eccitato, alimentato e/o scritto" al passaggio di un lettore che emette un segnale radio a frequenze basse o medie o di alcuni gigahertz (sotto le diverse bande usate). La radiofrequenza attiva il microchip e gli fornisce l'energia necessaria a rispondere al lettore, ritrasmettendogli un segnale contenente le informazioni memorizzate nel chip


Come si comporta una etichetta RFID?
Affidabile nella lettura
Eliminazione della necessità di "vedere" l'etichetta (le etichette radio possono essere contenute all'interno dei prodotti ed essere lette anche in centinaia  di esemplari contemporaneamente)
Capacità di lavorare in ambienti contaminati e sporchi
Capacità di resistere, con opportune protezioni, all'aggressione di agenti chimici e ambientali, di poter operare immerso in un fluido, dentro l'oggetto che si vuole identificare oppure all'interno di un altro contenitore.
Possibilità di leggere, nello stesso contenitore, il codice di decine o centinaia di etichette in un lasso temporale di pochi istanti, e di trasmetterlo al sistema informativo di gestione. 
Quanto costa una etichetta RFID? 5 centesimi di Euro
Quanto costa un lettore RFID? Il suo costo può variare dai 50 euro ai 700 euro proporzionalmente alla capacità di leggere a distanza che può variare dai 2 cm ai 10 metri. Basterà un solo lettore RFID per ogni entrata stradale al territorio comunale per avere la lettura di tutte le  buste conferite  dagli utenti/clienti.
Con una spesa IRRISORIA nei confronti dei benefici l'intera raccolta differenziata porta a porta può essere monitorata con certezza e controllata di rigore dalla Polizia Locale. Se poi gli elettrodomestici nuovi venissero dotati di questo sistema di identificazione con il CF per la tassa RAEE non ci sarebbe più nessun tipo di abbandono. Stesso discorso per i pneumatici e gli ingombranti. Metodica che si potrebbe realizzare con l'intervento dell'Ente Provincia mediante convenzioni con la grossa distribuzione.

mercoledì 25 marzo 2015

Le ramaglie della potatura sono una risorsa che non va bruciata.

La tecnica del cippato di ramaglie fresche

La tecnica del cippato di ramaglie per coltivare senza chimica, acqua e con lavorazioni ridotte al minimo.

Una tecnica sconosciuta a Monte San Giovanni Campano perchè la società da agricola è stata trasformata in operaia dalle industrie che vennero in Ciociaria. Ora le industrie sono andate via ed hanno lasciato  il vuoto occupazionale ma anche un ritorno alle campagne di nuovi agricoltori che di agricoltura ne sanno pochissimo o hanno dimenticato come farla.

Il cippato usato in pacciamatura oppure incorporato nel suolo, favorisce e, se necessario, ricrea l’attività biologica del suolo (funghi, microflora, microrganismi animali). Induce l’idea di un approccio vivente dell’agricoltura.
E inoltre:
  • Migliora la struttura e la granulometria dei suoli, ma anche il potere di ritenzione idrica.
  • Consente di accumulare i nutrienti necessari alle piante e di renderli disponibili fino aquando esse ne avranno bisogno.
  • Risponde concretamente e in modo naturale al vicolo cieco in cui si trova oggi l’agricoltura convenzionale che utilizza le sostanze chimiche come nutrienti per le piante
  • Permette di convertire gli scarti vegetali, spesso trattati a mo’ di rifiuti o bruciati, in materiale nobile ad elevato potenziale di valorizzazione. È una delle vie più promettenti per assicurare ai produttori agricoli una maggiore indipendenza economica.
I limiti del cippato:
  • La gestione degli stock di materia prima. Il prelievo di ramaglie da cippare deve essere svolto con criteri di economia sostenibile: ogni area dovrà essere capace di soddisfare il proprio bisogno. Ciò comporta una oculata gestione  di tutti gli scarti di potature per trasformare lo scarto in risorsa da destinare agli orti che avranno un bisogno di irrigazione irrisorio.


cippato

A Monte San Giovanni Campano vengono osannate le tradizioni e per tradizione si bruciano le ramaglie della potatura trasformando in fumo e cenere una risorsa. Orbene se tradizione deve essere che ci sia anche quella dell'asino che era l'unico mezzo di trasporto e di lavoro e quindi se vale il principio della tradizione che ci sia un asino nel cofano di ogni macchina. Scherzi a parte  la pratica di bruciare le ramaglie, in particolare, è poco appropriata e inutilmente pericolosa: questi scarti valgono molto di più se sottoposti alla “lenta combustione” del compostaggio, e possono essere impiegati in vari modi.
Il cippato a uso agricolo, a differenza del compost, non è un concime per le piante ma per il suolo: si presenta come rami e rametti sminuzzati freschi prodotti con apposite macchine (cippatrici o biotrituratori), Questo materiale, incorporato al terreno, apporta sostanze organiche e favorisce la formazione di un humus molto stabile, che migliora la struttura del suolo e la sua capacità di trattenere acqua e di quì la necessità di irrigare l'orto ogni 50/60 giorni.
Tale miglioramento avviene più o meno rapidamente in base alle condizioni di partenza, da qualche mese a due anni, e senza arature né aerazioni preliminari. Il cippato trasforma il suolo intensificando l’attività di tutti gli organismi che lo abitano, a partire dai funghi che digeriscono la lignina: questi funghi (quei filamenti bianchi che appaiono sul legno morto) possono secernere degli antibiotici che limitano la popolazione batterica, rendono la cellulosa accessibile ai microrganismi, nutrono con i loro miceli dei microartropodi le cui feci nutrono altri organismi, e così via. Tutto questo è visibile e palpabile, il terreno diventa infatti più scuro e morbido, e resta umido molto più a lungo dopo la pioggia.
Anche la stagione in cui viene applicato il cippato influisce sulla rapidità del cambiamento: in inverno il viene aggiunto al terreno ripulito e lavorato superficialmente, in primavera-estate viene cosparso sul terreno non lavorato come una pacciamatura. Quantità indicative di materiale: tre metri cubi per cento metri quadri o tre centimetri di spessore. Nei primi mesi è opportuno coltivare leguminose o altre piante che non necessitano azoto, perché l’azoto presente nel terreno diventa meno disponibile, poi si può coltivare qualunque pianta purché senza arare (il legno deve restare in superficie). Il trattamento si può ripetere dopo due anni, dimezzando la quantità, o secondo il bisogno, osservando quanto legno è rimasto.
La tecnica del cippato appare molto adatta per i terreni poveri, pietrosi, difficili da raggiungere, ma perché non fertilizzare in questo modo anche i giardini di città, le aiuole circondate dal cemento, gli orti urbani e gli uliveti senza usare le sostanze chimiche? La risposta ai coltivatori che spero approfondiranno questo suggerimento dato con tanta  umiltà.

martedì 24 marzo 2015

Fare Verde dice NO all'uso dei diserbanti.

Glyphosate, N-(fosfonometil)glicine, 2-[(phosphonomethyl)amino]acetic acid sono i tre nomi con cui è conosciuto il diserbante o meglio ancora l'antibiotico (è registrato anche come antibiotico) più usato sul globo terrestre prodotto dalla Monsanto.


Glyphosate
 Dopo che è stata dimostrata la sua nocività per la fauna acquatica, per le alghe  e per i molluschi, dopo che è stata studiata la capacità teratogena in modo dettagliato...finalmente arriva il verdetto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. L’Agenzia per la Ricerca sul Cancro (Agency for Research on Cancer – IARC), il braccio tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa dell’ambito oncologico, ha emesso un verdetto pesante su cinque sostanze usate in agricoltura. Si tratta di un erbicida (glifosato) e due insetticidi (malathion e diazinon), dichiarati probabili cancerogeni per l’uomo e come tali inseriti nel gruppo 2A. Altri due insetticidi, parathion e tetrachlorvinphos, sono stati riconosciuti come possibili cancerogeni umani (2B). Il giudizio, espresso da 17 esperti, è stato sintetizzato in un documento pubblicato su The Lancet Oncology e rientra nella rivalutazione di questi composti in corso da tre anni. Finora l’esposizione ai pesticidi era risultata correlata a un aumento dei casi di leucemie infantili e malattie neurodegenerative, Parkinson in testa. Dal nuovo documento emerge invece una forte correlazione epidemiologica tra l’impiego del glifosato (riscontrato anche nel sangue e nelle urine degli agricoltori) e il linfoma non-Hodgkin.
Purtroppo in Italia l'uso del Glyphosate è osservato parzialmente dall'ISPRA  con risultati sconcertanti  secondo i quali «la presenza del glifosato e del suo metabolita, l’acido aminometilfosfonico, è ampiamente confermata, anche se il suo monitoraggio è tuttora effettuato solo in Lombardia, dove la sostanza è presente nel 31,8% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali, mentre il metabolita nel 56,6%».
E' utile rammentare che l'etichetta degli erbicidi che contengono il glyphosate non indica nessun  antidoto in caso di intossicazione. Infine il Glyphosate se messo in contatto con l'acciaio dolce produce Idrogeno e può esplodere ma in questo caso la casa produttrice è stata più cauta ed ha inserito le indicazioni necessarie in caso di esplosione.
Fare Verde è per il rispetto delle biodiversità ed è  quindi contraria all'uso di tutti i pesticidi.  Si auspica che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), si impegni  a ridefinire l’utilizzo degli studi epidemiologici nella valutazione del rischio correlato all’impiego dei pesticidi alla luce del pesante verdetto emesso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.


FARE VERDE Onlus il 31 MARZO SCENDE IN PIAZZA IN DIFESA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO.


FARE VERDE il 31 MARZO SCENDE IN PIAZZA IN DIFESA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO.

L’associazione ambientalista Fare Verde sarà al fianco del Corpo Forestale dello Stato, durante le manifestazioni che si svolgeranno a Roma, martedì 31 marzo 2015, dalle 9 alle 13 in Piazza delle cinque lune e dalle 14.30 alle 19 davanti a Montecitorio.
Sit-in, promosso dalle organizzazioni sindacali UGL, SNF, CISL, CGIL, UIL-DIRFOR, oltre all’Unione Piloti Forestale, di protesta contro la scellerata scelta del Governo Renzi di accorpare il CFS alla Polizia di Stato.
“Quello del Governo Renzi è un progetto assurdo, immotivato e “fumoso” – dichiara il Presidente Nazionale di Fare Verde, Francesco Greco - che avvantaggia solo le lobbies degli OGM ed i tanti speculatori fieramente contrastati dal CFS in 192 Anni di Storia! FARE VERDE sarà in piazza al fianco degli amici del CFS, con i quali abbiamo svolto, negli anni, innumerevoli Campi di Tutela Ambientale, oltre che seria e preparata controparte per le innumerevoli lotte agli scempi del territorio ed a tutela della salute dei cittadini/consumatori. Non si può sopprimere il CFS solo per dare qualche agente in più alla Polizia di Stato! FARE VERDE, con una Petizione Popolare, in tutta Italia chiede la difesa della specificità del Corpo e della professionalità delle donne e degli uomini che tutelano l’Ambiente. BASTA con le decisioni twitter che rincorrono il fumo di coloro che non vogliono controlli per poter sfasciare la nostra Italia, come già dimostrato con lo <<Sblocca Italia>>. FARE VERDE propone, altresì, lo svolgimento del Servizio Civile Volontario nel CFS per creare una Guardia Nazionale che si riappropri, conosca e difenda il territorio nazionale, ponendo fine al continuo colpevole abbandono del suolo di cui ci si ricorda solo ai funerale dell’ennesima alluvione o emergenza ambientale”.
“Sopprimere il CFS è una follia – aggiunge il presidente regionale di Fare Verde Lazio, Silvano Olmi – è un favore alle eco-mafie, agli inquinatori, a chi non ha rispetto per la Natura e la salute pubblica. Un Governo serio rafforzerebbe il CFS, anche con l’assorbimento di personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni, quali le Polizia Provinciali.
FARE VERDE invita Regioni, Province e Comuni a richiedere, con forza e determinazione al Governo ed al Parlamento, il potenziamento e non la soppressione del Corpo Forestale.
 
 

L'Italia è un Paese OGM FREE? mannò è OGM - NI -

La Normativa sugli OGM nei mangimi per animali - Bisogna guardare con attenzione le etichette perchè gli OGM non sono vietati ma disciplinati.
Che cosa sono gli Organismi Geneticamente Modificati ? L'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) li definisce così: "Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo il cui materiale genetico è stato modificato con modalità che non avvengono naturalmente per fecondazione e/o per ricombinazione naturale. Gli OGM possono essere vegetali, animali o microrganismi quali batteri, parassiti e funghi."
Va precisato tuttavia che, anche se attualmente non ci sono colture OGM in Italia (se non a livello sperimentale), non significa che siamo un Paese “OGM free”.
Infatti la gran parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti italiani (esclusi gli allevamenti biologici dove ci possono capitare per caso) è prodotta a partire da soia e mais geneticamente modificati importati da Stati Uniti, Canada e America Latina in quanto l'Italia produce solo l'8% della soia di cui necessita.



Bovino Belgian Blue (Blu Belga)

Il 12 Giugno 2007 il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea ha approvato il nuovo regolamento per i prodotti biologici che AMMETTE una soglia di tolleranza per eventuali contaminazioni OGM fino allo 0,9%, senza l’obbligo di dichiararlo in etichetta, come già previsto dal 2003 per i prodotti convenzionali.
Il nuovo regolamento è in vigore dal 1 gennaio 2009. Gli alimenti biologici possono dunque continuare ad essere etichettati come tali anche se contaminati (max 0,9%) da materiale transgenico. Per mangimi geneticamente modificati si intendono mangimi che contengono, sono costituiti o prodotti a partire da OGM. 

 La normativa di riferimento del settore è rappresentata principalmente dai due regolamenti (CE) n. 1829/2003 e 1830/2003, in applicazione dal 18 aprile 2004. Il primo, introducendo nuove regole per i mangimi, definisce fra l’altro la procedura di autorizzazione per l’immissione in commercio di un OGM, stabilisce i requisiti specifici in materia di etichettatura e fissa le soglie di tolleranza della presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM. Il regolamento (CE) n. 1830/2003 prescrive nuove regole in materia di tracciabilità e stabilisce ulteriori prescrizioni di etichettatura da rispettare in tutte le fasi della loro immissione in commercio.
Come è noto, i mangimi OGM possono essere immessi sul mercato solo previo rilascio di un’autorizzazione da parte della Commissione Europea, secondo la procedura stabilita dal regolamento (CE) n. 1829/2003. I mangimi così autorizzati devono rispettare le condizioni e le eventuali restrizioni riportate nell’autorizzazione.
Il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce inoltre che tutti i mangimi OGM, debbano riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM.
Tale obbligo non si applica tuttavia ai mangimi che contengono, sono costituiti, o sono prodotti a partire da OGM autorizzati in proporzione non superiore allo 0.9% per mangime, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile per stabilire se la presenza di tale materiale sia accidentale o tecnicamente inevitabile, gli operatori devono essere in grado di dimostrare alle autorità competenti di aver preso tutte le misure appropriate per evitarne la presenza. Il Regolamento (UE) N. 619/2011 stabilisce inoltre un limite tecnico dello 0,1% per la presenza di OGM per il quale sia in corso una procedura di autorizzazione o la cui autorizzazione sia scaduta.
Infine i mangimi OGM devono rispettare anche le prescrizioni stabilite in materia di tracciabilità.
Tali prescrizioni sono state fissate in modo specifico per questo settore dal regolamento (CE) n. 1830/2003, che definisce la tracciabilità come la capacità di rintracciare OGM e prodotti ottenuti da OGM in tutte le fasi dell'immissione in commercio attraverso la catena di produzione e di distribuzione. 
Purtroppo in Italia come in Europa sulle etichette dei prodotti eduli di derivazione animale non si trova scritto: Proveniente da animali allevati con OGM perchè la normativa lo permette. Un vuoto legislativo che potrebbe essere colmato da un semplice Decreto Ministeriale tanto per permettere le scelte consapevoli al Consumatore.





domenica 22 marzo 2015

22 Marzo 2015 - Giornata Mondiale dell'acqua -

Comunicazione della Commissione relativa all'iniziativa dei cittadini europei -"Acqua potabile e servizi igienico-sanitari  un diritto umano universale! L'acqua è un bene comune, non una merce" -  Inizia così il 22 Marzo 2015 per Fare Verde che festeggia la giornata Mondiale dell'Acqua bene comune. 



Si ricorda che l’acqua è fondamentale per lo sviluppo sostenibile. Senz’acqua non c’è agricoltura che è responsabile del 70 per cento del consumo idrico globale. Per produrre una caloria di cibo occorrono da 1 a 100 litri ed entro il 2050 la produzione alimentare dovrà aumentare del 60 per cento per sfamare l’intera popolazione mondiale. L’acqua è essenziale anche per produrre energia con gli impianti idroelettrici e le centrali termoelettriche. Per l’igiene e la salute occorre l’accesso all’acqua potabile. Le risorse idriche sono fondamentali anche per lo sviluppo industriale, la vita nelle città, il superamento delle diseguaglianze e la conservazione della Natura.



Per questa sfida occorre consumare meno acqua e soprattutto meglio: per esempio, perché invece di irrigare i campi coltivati con acqua potabile non si usa l’acqua depurata? Una domanda che lascia perplessi nella nostra Provincia di Frosinone a cui Fare Verde da una risposta immediata: Se i depuratori fossero a norma le acque trattate potrebbero essere usate in agricoltura ma siccome viviamo nell'era dell'approssimazione, della confusione e dello spreco delle risorse questa evenienza di risparmio non può essere adottata. La colpa e il guadagno di pochi ancora una volta sono SFAVOREVOLI per tanti.

giovedì 19 marzo 2015

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA NAZIONALE ISCRITTI

AI sensi del vigente Statuto Nazionale, il sottoscritto, Avv. Greco Francesco, Presidente Nazionale di FARE VERDE Onlus, convoca l’assemblea nazionale degli iscritti, nei giorni 21 e 22 marzo 2015, in struttura annessa all’Abbazia di Montecassino (FR) con inizio lavori alle ore 17, in prima convocazione, e 19, in seconda, per discutere il seguente ordine del giorno:
1 – Approvazione bilancio consuntivo 2013;
2 – Approvazione bilancio consuntivo 2014;
3 – Manifestazione “Dove passano i nuovi barbari 2015″;
4 – Stato dell’associazione ad un anno dall’elezione della nuova Presidenza.
La giornata di domenica 22 marzo 2015 sarà dedicata alla discussione del tema: “Paolo Colli, 10 anni dopo ….. un Futuro dalle Radici Profonde”.
Firmato: avv. Francesco Greco, presidente nazionale Fare Verde Onlus.
Informazioni Logistiche: arrivo ore 16; camere con 4, 6 ed 8 letti; sacco a pelo o lenzuola vanno portate da casa; posate da portarsi da casa. Costo €30 (pernotto, cena, colazione e pranzo). per info: 347.7671827, ore pomeridiane o OLMI 333.2985873.

lunedì 16 marzo 2015

Monte San Giovanni Campano - I cani vaganti e la matematica sono opinioni costosissime -

Fare Verde Onlus - Gruppo di Monte San Giovanni Campano - presentò una istanza al Comune di Monte San Giovanni Campano con la quale propose di discutere in Consiglio Comunale l'adozione incentivata dei cani detenuti nei canili convenzionati .


Manco a dirlo e forse perchè i cani sono considerati esseri impuri non è arrivata mai nessuna risposta. Questa Associazione già si immagina la missiva presa con le pinzette  e messa nell'indifferenziata per l'evidente peccato  commesso in difesa  di  esseri considerati impuri.
Eppure la proposta di Fare Verde Onlus  è efficiente, efficace ed economica tanto è vero che  altri Comuni la stanno attuando.
Il punto presentato da discutere in Consiglio Comunale è il seguente: Dare in adozione incentivata un cane detenuto nel canile  a quelle famiglie che lo richiedono  con apposito bando Comunale decurtando ben 3000 euro dalla TARI (immondizia) in uno spazio temporale da concordare tra Comune e Contribuente o meglio ancora decurtare i 3000 euro anche dai servizi proposti dal Comune come ad esempio dall'acquisto dei loculi, dal pagamento della luce perpetua, dai buoni pasto delle mense scolastiche, dai trasporti pubblici, dagli oneri di edificabilità ecc ecc.
Questa modalità studiata da Fare Verde oltre ad essere CIVILE , rispettosa delle Biodiversità è perfettamente in linea con la Legge della Regione Lazio sul randagismo. E' la Legge stessa che garantisce tramite le Associazioni che tutelano gli animali, la ASL e la Polizia Locale il rispetto dei dettami dell'adozione tramite l'iscrizione all'anagrafe canina della Regione Lazio con gli obblighi che ne conseguono.


Infine il risparmio per il Comune che attualmente spende 4 euro a cane + IVA che moltiplicati per la vita media di un cane nel luogo di detenzione calcolata in 8 anni fanno esattamente €14249,oo IVA inclusa. Quindi decurtando alla somma di 14249 l'incentivo alle famiglie di € 3000,oo il risparmio per il Comune potrebbe essere  esattamente di €11249,oo. Troppo complicato il calcolo? Fare Verde crede proprio di si per chi è abituato solo a prendere dalle famiglie e mai a dare. Quindi l'amministrazione Comunale preferisce spendere 14.249,oo per ogni cane detenuto e non decurtare 3000 euro di incentivo alle famiglie. Purtroppo sono sempre i numeri che vanno di traverso alla brava gente e mai ai politici che considerano la matematica una scienza indegna proposta da strani ed estroversi personaggi della storia con i capelli lunghi...


giovedì 12 marzo 2015

Monte San Giovanni Campano - Lo spazio ludico a Colli -

Colli fa eccezione in tutti i sensi perchè non ha un giardino pubblico ma uno spazio ludico destinato ai bambini con tanto di entrata per i NON normodotati come è presente un tappeto gommoso ma poi cade nell'oblio con giochi ad uso esclusivo per i bimbi normodotati.
Si tratta di un piano della piazza attrezzato con uno scivolo e due altalene. Altri giochi a molla sono andati distrutti.
La prima criticità è rappresentata dai giochi non adatti ai bambini non normodotati.


La seconda criticità è data dalla chiusura dell'entrata per i diversamente abili attuata dalle comodità del cantiere eterno della scuola che tanto per gradire ha chiuso l'entrata dedicata ai diversamente abili.


La terza criticità è rappresentata dal vano sottoscale aperto che ha una sufficiente quantità di immondizia
La Quarta criticità è palese per l'assenza dei contenitori per i rifiuti e quelli che ci sono (in ghisa) sono pericolosi perchè rotti o aperti

Per i motivi elencati per Fare Verde lo spazio ludico ha bisogno di adeguamenti e per il momento lo ritiene BOCCIATO.

 Si suggerisce inoltre di munire lo spazio ludico con i contenitori per la raccolta differenziata tanto per inculcare il concetto di Eco Cittadinanza anche ai più piccoli.

Monte San Giovanni Campano - Il giardino pubblico della frazione Anitrella

Lo spazio verde dedicato al tempo libero in località Anitrella è abbastanza ampio e il fondo è a prato. Ha due entrate per i diversamente abili ed è dotato di pubblica illuminazione. Non è particolarmente  pericoloso per i bambini perchè non c'è nessuna strada rotabile attigua ma la valutazione è guastata dalle criticità presenti.
Prima criticità: I giochi non sono adatti per i bambini NON normodotati mentre il parco giochi deve essere per tutti.
Seconda criticità: Presenta i giochi rotti e il tetto del "castello" è pericolante.




Terza criticità: La pista circolare in cemento presente al centro dello spazio verde presenta tre buche vistose.


Neppure a pensarlo che ci possa essere il WiFi gratuito perchè forse è considerata una diavoleria che è meglio non evocare.
Nel complesso ha bisogno di adeguamento e fino a quando non sarà adeguato verrà considerato BOCCIATO.

 Presenti i contenitori per la raccolta dei rifiuti indifferenziati mentre sarebbe auspicabile la presenza di contenitori per la differenziata ma forse è chiedere troppo ad un Comune che manca di regolamento.

Monte San Giovanni Campano - Odissea nello Spazio nella Contrada Dormitorio di Colle Pupazzo -

L'area Verde di Colle Pupazzo è un manufatto  in calcestruzzo  a forma di pseudo anfiteatro Greco recintato da una rete metallica usata per i pollai. Separato dalla campagna attigua da un muro di sostegno alto svariati metri, senza nessuna continuità come se si trovasse in quartiere periferico di una grande città. Non ha neppure la più vaga somiglianza ad un'area verde e neppure ad una piazza. Esempio tipico di spreco per l'assenza di bagni pubblici , giochi per bambini , di una semplice fontana e di qualsiasi altra comodità.

Area Verde di Colle pupazzo in rosso

Non ci vengano a dire che è ancora in costruzione perchè l'Area Verde è stata già usata per i festeggiamenti che ci sono stati nella contrada.
Il monoblocco di calcestruzzo dispone di gradini che fungono da seduta e null'altro è presente in quella desolazione.
Più che un'area verde è un'area grigio topo dove nessuna forma di vita potrà mai attecchire visto che la costruzione è al 100% in cemento a vista.
Come luogo di socializzazione è un tantino strano perchè è rivolto come negli Agorà ad un pubblico adulto che non si deve confrontare ma che deve ascoltare o giudicare quanto gli viene suggerito dallo spazio antistante la gradinata.
Fare Verde vorrebbe incontrare il progettista per capire che senso ha un'opera del genere in quel contesto di Contrada sottoposta a continua emarginazione sociale e a sfregio Istituzionale in quanto considerata da sempre Contrada Dormitorio senza  strutture pubbliche (eccezion fatta per la pseudo strada)  o privata aperta al pubblico (Unica contrada priva persino del bar). Di fatto proprio l'area verde che avrebbe potuto rappresentare il luogo di socializzazione è stata realizzata in fretta e furia senza tener in nessun conto che la popolazione avrebbe avuto bisogno di spazi coperti e scoperti   polifunzionali. Certo è che non ci vuole la laurea in Architettura per capire quello che è stato appena scritto perchè basta il buonsenso. Fare Verde BOCCIA senza appello l'Area Verde di Colle Pupazzo perchè non ha nessun requisito che possa neppure lontanamente far pensare ad uno spazio verde.


Fare Verde ne consiglia la demolizione come consiglia ai Cittadini di Colle Pupazzo di uscire dallo stato di ipnosi in cui si trovano e di protestare per lo sfregio perpetuo ricevuto con quel MONOLITE in calcestruzzo recintato a mò di POLLAIO.

mercoledì 11 marzo 2015

Monte San Giovanni Campano - Il giardino pubblico del Capoluogo pieno di baracche -


Giardino Pubblico del Capoluogo - Il luogo preparato come giardino pubblico nel Capoluogo è sito in Viale S. Tommaso d'Aquino e non si riesce a comprendere se è stato studiato in funzione di una futura popolazione aliena che dovrà invadere la terra oppure per strani esseri che hanno convissuto negli incubi del progettista.
 
 
 
 
 Riporta in basso una parete che commemora l'invasore Carlo VIII , re dei francesi che distrusse la città. Uno spazio circolare che è posto immediatamente sopra a quella specie di sepolcro con al centro una pianta di ulivo e piccole aiuole forniscono poi nell'immaginario delle persone lo spazio utile per socializzare e quello ludico per i bambini. Lo spazio a prato si allunga verso le mura civiche ed è parallelo alla scuola sottostante non è fruibile sia per la mancanza di manutenzione, che per l'occupazione da parte di terzi come le famose baracche che ci sono attualmente.
 
 
 
 
 Non si può parlare neppure di criticità perchè potrebbe essere un complimento per quell'area che è un luogo adatto solo per i nostalgici di Carlo VIII. Fare Verde consiglia di evitare in modo accurato di andare in quel luogo perchè privo di acqua, bagni e giochi e soprattutto non adatto ai diversamente abili e a bambini non normodotati. La via di accesso ripida, priva di marciapiede e gli alberi snaturati dalle continue capitozzature contribuiscono allo squallore del luogo. Il giardinetto pubblico del Capoluogo è BOCCIATO senza appello e dichiarato luogo diseducativo per i bambini tanto è vero che da qualche tempo la situazione è stata compresa anche dal Comune che consapevole della mancanza di presenze ne ha concesso l'uso per le baracche del cantiere edile attiguo. Per finire all'entrata di quello che dovrebbe essere il giardino pubblico (nell'immaginario del progettista) campeggia un enorme contenitore di colore blu distaccato dalle altre baracche che molto probabilmente serve per le galline ovaiole e per le indispensabili uova fresche destinate a sostenere gli operai del vicino cantiere edile.
 
Un "caglienaro" simile al contenitore blu.
 
 
 Il "bello" è che questo incubo a 3D chiamato giardino pubblico è attaccato alle mura civiche e situato proprio sotto la torre pentagonale dove per i comuni mortali è proibito anche il semplice posizionamento di un camper (con targa) o di un piccolo prefabbricato per riporre gli attrezzi sugli spazi verdi privati. E' evidente quindi che per gli amici la legge si interpreta largamente e allo stesso tempo non è concesso a nessuno porre in evidenza la discrepanza. Fare Verde ricorda al Comune che un giardino pubblico NON è destinato ad essere una piazzola per le baracche di una azienda edile ma è destinato alla vita sociale di relazione e precisa che i soldi pubblici per realizzarlo non li ha tirati fuori l'azienda edile.

lunedì 9 marzo 2015

Monte San Giovanni Campano - I bambini non debbono scontare la negligenza dei grandi - Giardino Pubblico a Porrino -

Fare Verde Onlus - Gruppo di Monte San Giovanni Campano - inizia la sua indagine Ambientale sui parchi gioco presenti sul territorio Comunale valutandone la fruibilità con una vera pagella.
Il giorno 9.3.205 Fare Verde mette sotto osservazione il giardinetto Pubblico sito nella frazione Porrino meglio conosciuto dalla popolazione come Parco Barbaroscia.
Giardino Pubblico a Porrino con attiguo depuratore per le fogne.


E' un'area verde attrezzata dotata di giochi per bambini e prato con alberi all'interno adiacente a via Pantano.
La prima criticità si è presentata alla ribalta della cronaca quando a causa del vento un albero è caduto sui giochi colpendo in pieno l'altalena e questo per Fare Verde è un fatto  gravissimo in quanto il raggio d'azione di caduta degli alberi per una questione di buonsenso e sicurezza dei bambini dovrebbe ricadere fuori dalla portata dei giochi.


La seconda grave criticità che si evidenzia al semplice sguardo è la presenza a meno di 20 metri del depuratore delle acque nere con la precisazione che il depuratore spesso va in blocco emanando un fetore insopportabile.
La terza criticità che ricade nelle responsabilità dell'ex sindaco appunto di Porrino che realizzò il parco giochi è sotto gli occhi di tutti.
Il parco giochi è attraversato dalla linea elettrica aerea dell'ENEL quando questa evenienza è proibita dalla legge ricordata dall'ARPA Lazio nel rapporto CEM che comprende anche RISANAMENTO DEGLI ELETTRODOTTI con articolo specifico della legge : "Sono realizzati con percorso interrato i nuovi elettrodotti che hanno una distanza inferiore a cinquanta metri da ospedali, case di cura e di riposo, luoghi di detenzione e pena, edifici adibiti al culto, scuole, asili nido, impianti sportivi, oratori, orfanotrofi e strutture similari, ivi comprese le relative pertinenze, che ospitano soggetti minorenni, i vecchi elettrodotti non conformi alla normativa vigente dovranno essere risanati, i gestori a tal fine presentano un piano alla Provincia."
La quarta criticità è rappresentata dalla mancanza di una idonea recinzione in quanto il giardinetto pubblico  non si trova  trova in una AREA 30 e sulle due strade che lo delimitano non c'è una idonea segnalazione stradale di preavviso o almeno la scritta " A passo d'uomo".

Giardino pubblico di Porrino attraversato dall'elettrodotto ENEL

La quinta criticità è rappresentata dall'assenza di bagni pubblici e di un idoneo impianto di erogazione dell'acqua pubblica.
La sesta criticità è rappresentata dai giochi stessi che sono destinati esclusivamente ai bambini normodotati e nel 2015 questa realtà è inquietante visti i pregressi dell'Ente Comune in questo ambito.



Il Parco giochi DEVE essere per tutti.
La settima criticità è palese perchè il Parco Giochi di Porrino è diseducativo e di fatto crea emarginazione sociale nei confronti dei diversamente abili come è assente qualsiasi tipo di regolamento e avviso. Assenti infine cartelli sulle piante che indicano la specificità botanica.
Per FARE VERDE ONLUS - GRUPPO DI MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO il giardinetto pubblico è bocciato e per renderlo fruibile ha bisogno di lavori di adeguamento a dir poco straordinari.


I bambini non debbono pagare la negligenza dei grandi in quanto qualsiasi parco giochi deve essere un luogo sicuro. Non ci possono essere pericoli presenti come è per il parco giochi di Porrino e soprattutto i bambini debbono respirare aria di ottima qualità come NON debbono essere esposti alle onde elettromagnetiche provenienti dall'elettrodotto.
Fare Verde presenterà la relazione al Comune e quando terminerà il suo giro dei giardini pubblici avrà cura di inviarla alla Regione Lazio e alla Provincia di Frosinone per le loro competenze come appare sin da ora ovvio che verrà inviata alla STAMPA.

domenica 1 marzo 2015

A Monte San Giovanni Campano le attività produttive ambulanti sono dispensate dalla raccolta differenziata?

Fare Verde Onlus - Gruppo Locale trova l'ennesima sperequazione finanche tra le attività produttive fisse e ambulanti nei riguardi della raccolta differenziata.
Premesso che il Comune non ha redatto il regolamento ma ha emesso una guida alla raccolta differenziata c'è di sostanziale che la guida ha un valore di indicazione mentre il regolamento ha valore di legge.
In Italiano la parola guida riguarda molte cose ma nel caso della differenziata interessa il seguente concetto:
"Chi o ciò che indica la via da percorrere reale o in senso figurato." La guida quindi la può emettere chiunque.
Il regolamento invece viene emesso dal Comune perchè lo prevede la Legge n.131 del 2003 al comma 3
Art. 4.
(Attuazione dell’articolo 114, secondo comma, e dell’articolo 117, sesto comma, della Costituzione in materia di potestà normativa degli enti locali)
    1. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà normativa secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. La potestà normativa consiste nella potestà statutaria e in quella regolamentare.
    2. Lo statuto, in armonia con la Costituzione e con i princìpi generali in materia di organizzazione pubblica, nel rispetto di quanto stabilito dalla legge statale in attuazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, stabilisce i princìpi di organizzazione e funzionamento dell’ente, le forme di controllo, anche sostitutivo, nonché le garanzie delle minoranze e le forme di partecipazione popolare.
    3. L’organizzazione degli enti locali è disciplinata dai regolamenti nel rispetto delle norme statutarie.
    4. La disciplina dell’organizzazione, dello svolgimento e della gestione delle funzioni dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane è riservata alla potestà regolamentare dell’ente locale, nell’ambito della legislazione dello Stato o della Regione, che ne assicura i requisiti minimi di uniformità, secondo le rispettive competenze, conformemente a quanto previsto dagli articoli 114, 117, sesto comma, e 118 della Costituzione.
    5. Il potere normativo è esercitato anche dalle unioni di Comuni, dalle Comunità montane e isolane.
    6. Fino all’adozione dei regolamenti degli enti locali, si applicano le vigenti norme statali e regionali, fermo restando quanto previsto dal presente articolo. 



Quindi non si trasgredisce una "GUIDA" che è una semplice indicazione mentre si trasgredisce il REGOLAMENTO che disciplina l'organizzazione e lo svolgimento della raccolta differenziata.
Fermo restando le differenze sostanziali tra GUIDA e REGOLAMENTO rimane il fatto che le attività produttive che sono "fisse" subiscono un trattamento diverso da quelle ambulanti. Le attività fisse sono obbligate alla raccolta differenziata nel rispetto della legge e in virtù della guida simile ad un regolamento sono legate agli orari di conferimento mentre le attività AMBULANTI vengono completamente ignorate dalla guida per la raccolta differenziata perchè durante la loro attività NON hanno un numero civico.
Fare Verde porta ad esempio il furgone che vende i panini e si domanda come possa fare la raccolta differenziata il commerciante; in quali contenitori deve conferire gli scarti differenziati e in quale luogo li deve depositare e quali orari deve rispettare. Stessa identica situazione per i mercati di frazione. La finalità di questo intervento non è casuale perchè solo la regolamentazione degli ambulanti, dei mercati, delle sagre, delle feste civili e religiose procura una riduzione dei rifiuti di 10 Kg pro capite sull'intera popolazione. 
Resta inteso che Fare Verde è in attesa del Regolamento Comunale per la Raccolta Differenziata soprattutto perchè è il regolamento che può prevedere anche incentivi con riduzioni sulla bolletta.